domenica 29 maggio 2011

Chi non ferma l'omofobia splendido articolo di Scalfarotto sull'Unità

Leggo sull'unità un articolo esemplare di Ivan Scalfarotto:

Chi scrivesse su una locandina di una riunione della comunità ebraica che «gli ebrei si curano a Zyklon B», il gas usato dai nazisti nei campi di sterminio, verrebbe punito in Italia con la reclusione da sei mesi a quattro anni. Per fortuna, io penso. È il dettato di una legge – la 205 del 25 giugno 1993 nota come “Legge Mancino” – che condanna l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali. È una fortuna che ci sia la Legge Mancino, perché con essa viene sancito che le parole sono pietre, che alle parole seguono spesso i fatti, che le vittime di una violenza verbale non sono meno vittime di chi ha subito una violenza fisica. Certe parole intimidiscono, inducono chi ne è fatto oggetto a manifestarsi in modo più cauto, insinuano il rischio che la libera espressione comporti un prezzo da pagare.Scrivere su una locandina di una riunione organizzata dall’associazione degli studenti gay e lesbiche di un’università (nel caso specifico, la Bocconi di Milano) che «i froci si curano a Zyklon B» costituisce invece la libera espressione di una probabilmente inelegante ma, per l’ordinamento italiano, legittima opinione. Anche se gli stessi studenti sono già stati molestati e aggrediti non meno di dieci giorni fa all’interno del medesimo ateneo. La legge Mancino, infatti, non punisce l’odio omofobico e ogni tentativo di allargare all’omofobia questa legge è stato respinto come norma liberticida che limiterebbe la libertà di espressione. Eppure gli omosessuali sono stati sterminati con il medesimo Zyklon B nei medesimi campi di sterminio. Una ragione per questo differente trattamento ci dovrà pur essere. Io però non riesco a comprenderla.
Nella proposta di legge n 2807 dell'Italia dei Valori Modifiche alla legge 13 ottobre 1975, n. 654, e al decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205, per il contrasto dell'omofobia e della transfobia si capisce bene l'iter di una legge che è stata prima ampliata e poi semi svuotata.

Il testo originario della legge 22 maggio 1975, n. 152, cosiddetta «legge Reale» stabiliva l'applicazione della sanzione penale solo per le discriminazioni e le violenze «nei confronti di persone perché appartenenti ad un gruppo nazionale, etnico o razziale».
Nel 1993, con il decreto-legge n. 122 del 26 aprile, cosiddetto «decreto Mancino», convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205, vennero introdotte altre norme a tutela di altre fattispecie ed altre ancora ne furono introdotte in fase di conversione in legge, fino ad arrivare all'elenco attualmente presente nell'articolo 3 della legge n. 654 del 1975.

Merita precisare che la stessa legge trova applicazione anche nei casi di discriminazione e violenza per motivo dell'appartenenza ad una minoranza linguistica, come previsto dall'articolo 18-bis della legge 15 dicembre 1999, n. 482.
L'introduzione della sanzione contro le manifestazioni di intolleranza e pregiudizio religioso era stata originariamente prevista dall'articolo 2 della legge 8 marzo 1989, n. 101, poi ripreso nella legge Reale in fase di conversione del citato decreto Mancino nel 1993.
Come si evince dal breve excursus che precede, la legge è stata modificata più volte per estendere a situazioni diverse, siano esse condizioni personali ascritte o frutto di libera scelta o convincimento, la tutela penale prevista dalla norma.
La presente proposta di legge si pone due obiettivi di grande rilevanza: da un lato intende ripristinare, con lievi modifiche, l'articolo 3, comma 1, lettere a) e b), della legge 13 ottobre 1975, n. 654, nel testo introdotto dall'articolo 1 della legge Mancino, da un altro lato intende estenderne l'applicazione alle discriminazioni motivate dall'identità di genere o dall'orientamento sessuale.
L'articolo 3 della legge citata, che ratifica e dà esecuzione alla Convenzione internazionale sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale, è stato infatti successivamente modificato dall'articolo 13 della legge 24 febbraio 2006, n. 85, sotto due profili: la descrizione della condotta incriminata e le pene previste.
Nel testo risultante dalle modifiche apportate nel 1993, la disposizione prevedeva infatti la reclusione fino a tre anni per chiunque diffondesse in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico, ovvero incitasse a commettere o commettesse atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.
La legge n. 85 del 2006 ha dimezzato la pena della reclusione (ora prevista fino a un anno e sei mesi) e ha introdotto la pena della multa fino a 6.000 euro, in alternativa a quella della reclusione; sotto un altro profilo, la condotta è stata ridefinita modificando il termine «diffusione» con quello di «propaganda» e sostituendo il termine «incitamento» con quello di «istigazione».
Perché ora si chiede il ripristino del testo antecedente le modifiche del 2006? Perché è evidente che nel corso degli anni il legislatore è intervenuto con leggi successive diminuendone l'efficacia.
La legge n. 85 del 2006, infatti, non punendo più la diffusione delle idee discriminanti ma la propaganda, e non più l'incitamento a discriminare o a delinquere ma l'istigazione, introduce modifiche che potrebbero sembrare solo terminologiche ma che in realtà dal punto di vista della legge penale introducono fattispecie più circoscritte e riducono il numero dei comportamenti punibili.

Tra le condizioni personali che la legge Mancino-Reale protegge, la presente proposta di legge aggiunge l'omosessualità e la transessualità. Per quanto già illustrato innanzi, questa modifica alla legge è dunque necessaria e urgente: il clima di questi ultimi anni, completamente degenerato negli ultimi mesi e giorni, non è che l'estremo segnale di un vuoto legislativo che va colmato, così come già fatto in altre nazioni, sia europee che extra-europee. (dall'introduzione alla proposta di legge, i neretti sono miei)
Voglio aggiungere che nulla di tutto questo è presente nel testo presentato da Paola concia (PD) che aggiunge un numero (11 quater)  all'articolo 61 del codice penale (aggravanti per reati che riguardano: 
delitti contro la vita e l'incolumità individuale; 
delitti contro la personalità individuale;  (la schiavitù e la prostituzione)
delitti contro la libertà personale; (lo stupro e il sequestro di persona)
delitti contro la libertà morale. (fontedosier Camera dei Deputati
 
Eppure quei signori da noi eletti (e pagati) in parlamento sventolano il rischio di reato d'opinione. E nessun giornalista che si periti di spiegarci le cose come stanno.

sabato 28 maggio 2011

Queer II è qui! il secondo appuntamento col cinema gltbqi a Roma, al cinema Aquila

Torna, Queering Roma la festa del cinema glbtqi della capitale, al cinema Aquila dal 3 al 5 giugno.

Dopo i manifesti sessisti dello scorso anno quest'anno il festival si fa pubblicità con un manifesto centrato e sobrio. due donne, una che riprende con una vecchia super8 e l'altra che guarda. Guardano entrambe avanti a loro e  fuori dal manifesto, mentre la cineasta poggia una mano sulla spalla dell'altra ragazza.
Non mi apice il lettering per dirla tutta (quella lettera q enorme che distrae dalla scritta troppo piccola...) ma la foto è di quelle che si ricordano.

Anche quest'anno scriverò del festival non solo qui ma anche su alcinema.org dove cercherò di avere un occhio meno militante e più moderato. Qui, come al solito, tutte le spigolature del caso.

La selezione dei film, corti e lungometraggi e documentari italiani e internazionali proviene da alcuni dei festival italiani glbtqi dal torinese Da Sodoma a Hollywood, ai bolognesi Divergenti dedicato al cinema transgeder e Some Prefer Cake dedicato a quello lesbico.

Queering Roma è organizzato da Armilla in collaborazione con il Comitato organizzativo dell’Europride 2011, sostenuto dalla Regione Lazio, dalla Provincia di Roma e con il Patrocinio di Roma Capitale.

Ogni giorno tre programmi uno alla sala  1 (più capiente) e l'altro alla sala 3 (con meno posti). Il criterio di selezione di ogni programma è l'orientamento sessuale, infatti i film sono raggruppati in base alla tematica lesbica gay o transex e non, per esempio ,a quella più canonica di fiction e documentario. Così facendo si favorisce la divisione tra gay e lesbiche già diffusa nella popolazione per cui i frocetti andranno a vedere i film gai e le lesbiche quelle dove si parla di fessa. Meglio allora una programmazione mista (vuoi vedere i piselloni? Ti becchi il film di lesbiche) e viceversa. Magari qualcuno scoprirebbe  che gli piacciono i film dedicati anche all'orientamento sessuale opposto.

34 pellicole provenienti da Cina, Australia, Filippine, Usa, Corea del Sud, Spagna, Cile, Germania, Gran Bretagna, Polonia, Argentina, Italia, Brasile, Danimarca, Sudafrica, Francia e Algeria.

Tutti film ufficialmente inediti a Roma, proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano.


Per il programma completo cliccate qui 


INFO
www.queeringroma.it - info@queeringroma.it
 
Nuovo Cinema Aquila - via L’Aquila 68 (Pigneto) tel: +39 06 70399408


BIGLIETTI
1 ingresso 6 euro - 3 ingressi a spettacoli diversi 15 euro
I biglietti saranno in vendita a partire da martedì 31 maggio presso il Cinema.

 

Gay pride di Mosca (non autorizzato): aggressioni di neo nazi ai manifestanti. La polizia arresta gli uni e gli altri. Il sindaco di Mosca colluso coi neo nazi

MOSCA - È degenerata in violenti scontri la manifestazione di orgoglio gay che si è svolta nel giardino Aleksandrovski, sotto le mura del Cremlino, nonostante il divieto del comune di Mosca, per il sesto anno consecutivo. Diversi gruppi religiosi hanno aggredito i manifestanti. Secondo l'agenzia Interfax, la polizia ha fermato sette attivisti ed è stata costretta ad intervenire per dividere i manifestanti da un gruppo di nazionalisti con le teste rasate che aveva tentato di bloccare l'evento. Secondo radio Eco di Mosca, i militanti gay sarebbero anche stati aggrediti da esponenti di gruppi religiosi radicali.
 Così il sito del tg1 riporta la notizia.
La manifestazione è degenerata in violenti scontri come dire la colpa è un po' anche dei manifestanti. Che infatti sono stati fermati. La polizia  è stata costretta ad intervenire per dividere i manifestanti da un gruppo di nazionalisti con le teste rasate che aveva tentato di bloccare l'evento per dividerli, cioè non per proteggere le vittime dell'aggressione dagli aggressori ma per dividere chi evidentemente lotta volontariamente. Si dividono i partecipanti di una rissa non gli aggressori dagli aggrediti...

Anche l'immagine pubblicata non è stata scelta a caso, e fa vedere un manifestante vestito da sposa


Altri siti meno manipolatori del tg1 (e naturalmente non italiani) hanno invece pubblicato altre foto in cui i manifestanti non sono strani individui vestiti da sposa ma cittadini e cittadine moscoviti arrestati e trascinati via.


Anche la notizie è riportata in ben altro modo:
Gli oppositori dei diritti dei gay si sono azzuffati con i manifestanti e con la polizia. Un portavoce della polizia, Maxim Kolosvetov, ha detto alle agenzie di stampa russe che 18 attivisti gay e altri 14 oppositori sono stati arrestati. Le autorità di Mosca negato per routine le manifestazioni per i diritti gay. Anche se l'omosessualità è stata depenalizzata nella Russia post-sovietica, il sentimento anti-gay è alto e le autorità giustificano il divieto manifestare  sulla base di evitare scontri. Gli attivisti gay hanno cercato di tenere una manifestazione presso la Tomba del Milite Ignoto al di fuori del Cremlino e più tardi fuori dall'ufficio del sindaco. Il tentativo di manifestazione  presso il sito prima apparizione finalizzato a connettere i diritti dei gay con supporto dell'Unione Sovietica contro la Germania nella seconda guerra mondiale, che resta una pietra angolare di orgoglio nazionale russo. Il primo tentativo dei dimostranti [di fronte la tomba del milite ignoto] Il divieto aveva lo scopo di connettere i diritti civili con la presa di posizione dell'unione sovietica durante la Seconda Guerra Mondiale contro i nazisti, cosa che costituisce una pietra miliare nell'orgoglio nazionale russo. Il divieto della manifestazione  "è particolarmente scioccante perché durante la Seconda Guerra Mondiale, i moscoviti si sono opposti ai nazisti che pensavano di sterminare gli ebrei, omosessuali e comunisti, ma ora il sindaco di Mosca è colluso coni neo nazisti" ha detto Peter Tatchell, un attivista inglese per i diritti dei gay che ha preso parte a vari tentativi di manifestazioni a Mosca. (newser.com traduzione mia)
Un giornalista vero, avrebbe perso venti minuti per documentarsi come ho fatto io.
Così come si sono ben visti dal ricordare la condanna della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ai danni dalla Russia dello scorso anno per aver vietato di manifestare alle persone omosessuali.
la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha condannato la Russia al pagamento di una sanzione di 29.510 Euro per danni e le spese legali in favore di Nicolas Alexeyev, uno dei promotori del Gay Pride di Mosca. La Cedu ha riconosciuto che il bando imposto dal Comune di Mosca sin dal 2006, che impedisce tale manifestazione, è discriminatorio degli orientamenti sessuali con la seguente motivazione: “Il solo rischio di una manifestazione che crea disturbo, non è sufficiente a giustificare il bando”. E’ stata violata la Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, da parte della Russia, paese firmatario. (fonte notize radicali

Ma quelli del tg1 non sono né giornalisti né esseri umani... evidentemente.

Il documento politico dell'Europride 2011

Finalmente ho avuto tempo di leggere il documento politico dell'Europride 2011 che come saprete si svolgerà a Roma il prossimo 11 giugno.

Commentiamolo insieme.


Documento politico: BE PROUD.


Essere orgogliose ed orgogliosi di quel che siamo: è questo il senso più autentico dei Pride e dunque anche dell’Europride, momento di visibilità europea di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, che quest’anno si svolge a Roma in giugno.
Momento di visibilità? Cioè una volta all'anno? Come per la festa delle donne? Una boccata d'aria poi nelle carceri e nei getti da cui proveniamo? Il pride non è momento di festa e di rivendicazione? No di visibilità. Tutti col culo di fuori.

Essere orgogliosi
non più al femminile... Sì sa per le cose importanti il maschile vale per tutt*
significa scegliere a testa alta i propri percorsi di vita con consapevolezza e libertà,
Scegliere? Nessuno può scegliere di essere gay come di essere etero. Lo si è e basta...
nel riconoscimento del medesimo spazio di libertà di qualunque altra persona.
Nei Pride fondamentalmente si dichiara questo valore universale
La libertà?  Quindi non un Pride di rivendicazioni ma di una generica dichiarazione di Libertà? Cominciamo bene...
e si chiedono alle Istituzioni quelle norme e comportamenti che permettano il pieno sviluppo di questa libertà in chiave di uguaglianza.
Allora c'è una rivendicazione...
E dunque anche di laicità, ovvero nel rifiuto di una morale unica e vincolante, religiosa o meno che sia. Ma nei Pride si sviluppa questo valore generale partendo dal vissuto dei diversi orientamenti sessuali ed identità di genere secondo la logica irrinunciabile dell’autodeterminazione.
Periodo farraginoso ma condivisibile. Io direi che il vissuto è delle persone prima ancora che degli orientamenti e identità...
In altre parole ogni scelta o condizione nella vita deve poter essere libera purché non rechi danno al prossimo, e in questo senso ha completa dignità e deve poter essere vissuta nella sociètà con la stessa pienezza e possibilità di sviluppo di qualunque altra. E ciò deve valere per l’omosessualità e il transessualismo.
Ecco perchè la scelta. perchè se non posso scegliere di essere gay scelgo di essere Transessuale.  A rischio di attirarmi l'ira di tutte e tutti i trans io credo che la questione transessualismo non avendo nulla a che fare con la questione dell'orientamento ma solamente con quella dell'identità non dovrebbe essere rubricata assieme alle rivendicazioni di gay lesbiche e bisex. Altrimenti ecco il prezzo che si paga. Gay si sceglie di esserlo  o è una condizione tristissimo termine... Tra l'altro si parla di singoli e nessuno, nemmeno la chiesa, rema contro i singoli gay  e lesbiche. Gli si impedisce solo di costruirsi famiglie, di essere gruppi.
 Parità, dignità, laicità sono valori che permettono la realizzazione concreta di quel principio di libertà e sono la base delle singole rivendicazioni di diritti per le persone e coppie glbtqi e per le famiglie con genitori omosessuali o transessuali.
Ecco il capolavoro.  Ci si batte tanto per dimostrare che gay  e lesbiche non sono costituzionalmente sterili (come diceva Carfagna prima di diventare Ministro) e ora si parla di genitori trans...
In fondo un Pride è il far camminare sulle strade, nella visibilità assoluta, gioiosa ma determinata, un principio di civiltà indispensabile e porlo in quella specificità dell’essere gay, lesbica, transessuali, bisessuale  queer o intersex.
Ammazza le sgrammaticature... perchè il transessuali al plurale?  E la virgola dopo bisessuale? Sulle strade? Cioè quel che importa è proprio il maricare fisicamente sulla strada? Non è una metafora e dunque per le strade?
Lo si rivendica orgogliosamente dinanzi alla coscienza, all’immaginario e alla responsabilità di tutte e tutti, singoli cittadini o Istituzioni.
E lo rivendico con orgoglio! Santanchè.
Questo è il cuore del documento politico nonché dei contenuti culturali e sociali di un Pride, ovunque e da più di quaranta anni, sin dai tempi della ribellione di Stonewall. Questa è l’essenza di Roma Europride 2011.
Cioè fatece largo che passamo noi i froci lesbiche femminielli mezzi uomini e mezzi donne e queerr (chevvordì? Boh) de 'sta roma bella.

Quindi quello che il pride chiede è la visibilità e poter battere il marciapiede...
 
L’Europa è uno spazio politico e sociale, plurale, democratico, aperto e accogliente. Ma affinché tale concetto non sia solo una dichiarazione di principio, deve costantemente tradursi in riconoscimento di diritti, accoglienza, rispetto e cultura dell’inclusione, contro quell’egoismo e quelle chiusure verso le diversità che si stanno nuovamente diffondendo.
Egoismo?!?!?! Non razzismo? Omofobia? Maschilismo?!?! Egoismo????
 Europa deve significare solidarietà fra popoli,
Quelli europei immagino in culo a quelli extracomunitari...
tensione verso una reale unità politica e non solo economica, costruzione di una società basata su libertà, autodeterminazione e diritti.
Si rivendica
allora è un momento di rivendicazione!
dunque la piena attuazione dei principi e diritti fondamentali sanciti dalla Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea e dai vari Trattati, a partire dalla libera circolazione delle cittadine e dei cittadini in Europa e dal riconoscimento dei diritti acquisiti negli stati di provenienza, compreso quello della tutela delle coppie formate da persone dello stesso sesso.
Cioè invece di chiedere direttamente alle nostre istituzioni quel che si vuole si fa ricorso a un super parte europeo che, per decisione della Comunità stessa non ha voce politica determinante dato che ogni Stato decide per sè. Ma chi ha scritto questo documento l'abc giuridico lo conosce? 
Partendo da tutto questo si articolano i vari temi e le rivendicazioni di Roma Europride 2011.
Temi e rivendicazioni. Non lo si poteva scrivere all'inizio? Invece di  

dunque anche dell’Europride, momento di visibilità europea di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, che quest’anno si svolge a Roma in giugno

dunque anche dell’Europride, momento di rivendicazione europea di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, che quest’anno si svolge a Roma in giugno. Non suona molto meglio?
Va sottolineato che in Italia, al contrario della maggioranza dei paesi europei, non esistono norme o politiche specifiche che riguardino l’orientamento sessuale e l’identità di genere, tranne rare e frammentarie eccezioni.
Beh etto così potrebbe sembrar che ci si lamenti che l'omosessualità non sia vietata. Norme a favore o contrarie? Un po' di precisione per dio! Una politica per  l'orientamento sessuale mi sembra ci sia: la totale indifferenza . E' una politica anche quella... A FAVORE gente, vi siete dimenticati di specificare A FAVORE! Avranno tutti la terza media...
Tale assenza di attenzione e di diritti
assenza? non è meglio mancanza?
sui temi
diritti sui temi? Ma come scrivete?!?!?
glbtqi pone l’Italia drammaticamente fuori dall’Europa, rendendo di particolar valore  un Europride a Roma. 
Di nuovo a nessuno in Italia importa un cazzo gli estensori di questo documento lo sanno cosi bene che manco ci provano a rivolgersi al Paese...
 Lesbiche, gay  e transessuali
Che fine hanno fatto Queer e Intersex?!?!
sono e pretendono di essere riconosciuti sempre come soggetti attivi
solo attivi? Ma daaaaaaaaai. Si sa che le froce so tutte passive!!! 
e reattivi della società, rifiutando sia il ruolo marginale sia quello di vittime; di conseguenza denunciano e rifiutano
non NOI DENUNCIAMO ma loro denunciano. Pavidi!
il pregiudizio, l’omofobia, la lesbofobia e la transfobia
e la queerfobia e la intersexfobia no? Ma andate un po' aff...
come atteggiamenti mentali
Atteggiamento mentale? Beh questo sì mi apre un reato d'opinione.  Eppure la legge reale oggi conosciuta legge mancino per gli emendamenti del 1995 è molto specifica al riguardo. Non si persegue l'opinione ma la sua diffusione. Non una idea (che tengo per me) ma il manifestare apertamente quella idea contribuendo all'accoglienza negativa.
o come atti violenti,
La stessa legge reale riconosce che anche la diffusione di idee sono atti violenti...
chiedendo interventi che le combattano.
La proposta del'IDV (quella che introdurrebbe il reato di omofobia nella legge mancino) non propone di combattere l'omofobia sono altri agenti sociali a poterlo fare (scuola, famiglia, organizzazioni, società civile)   si propone solo di punire chi eccede, chi contribuisce al clima omofobico. Al limite la legge può valere come deterrente...
Tali interventi non siano
non siano? Non devono essere, la consecutio del periodo è andata a farsi benedire... Forse manco la terza media c'hanno quest*...
solo leggi penali a tutela, quasi si fosse in presenza di una specie minorata da proteggere o come se i problemi della sicurezza fossero il solo parametro della vera convivenza civile, ma è indispensabile una presa di coscienza collettiva sociale e culturale, da costruire a vari livelli e costantemente, da parte di tutti i soggetti di un Paese, a partire da quelli politici e istituzionali. In Italia è marcata l’assenza di entrambe le soluzioni.
Due questioni diverse, perchè metterle nello stesso periodo? Sembra quasi che così' facendo si dia poca importanza alla legge contro l'omofobia. 
 
La felice e costruttiva prospettiva di una società capace di combattere l’omofobia, la lesbofobia e la transfobia,
 Di nuovo e la queerfobia e la intersexfobia no? Ma (ri)andate un po' aff...
come del resto il razzismo e altre forme di odio o discriminazioni,
discriminazione non  discriminazioni
è quella del riconoscimento e valorizzazioni
idem
della ricchezza delle diversità.
In questo senso un Europride esalta in ogni modo le diversità e non può che essere antirazzista.
Analogamente è non violento e antifascista, come contrario ad ogni sistema di oppressione o di svilimento della dignità di ciascuna persona. Ed è chiaramente antisessista, denunciando ogni atteggiamento maschilista e patriarcale presente nella società, calpestante la dignità delle donne,
come se il sessismo riguardasse solamente le donne...
impedendone la effettiva parità o peggio essendo fonte di atti di violenza.
Però bisogna riconscer loro la capacità di aver detto di essere antifascisti senza fare alcuna lettura della situazione geopolitica italiana e internazionale ... Complimenti!
L’omosessualità e il transessualismo
si fottano bisex, queer e intersex
si basano sul principio che non esiste un solo modo di amare o di sessualità, come non esiste un genere che debba strangolare il profondo sentire;
la novella vaga?
quindi vanno liberate e rivendicate le diverse affettività e scelte sessuali,
aridaje co' sta scelta. IO HO SCOPERTO CHE MI PIACCIONO GLI UOMINI MICA L'HO SCELTO
come quelle che riguardano il genere,
vedete? quel che dicevo prima. per far entrare le e i trans anche l'orientamento è una scelta. 
ponendole al pari di quelle più usuali, ma non per questo univoche, dell’eterosessualità e della famiglia tradizionale, o del senso di appartenenza al genere di nascita.
tutto insieme nello stesso calderone. Sono più cattolici di Binetti o di  Santolini. La scelta eterosessuale più usuale? Ma come parlano? con quali termini? Famiglia tradizionale? Quindi ammetto che quella glbtqi non lo è. Invece sì Questo fa la differenza.

LA FAMIGLIA GLBTQUI E' FAMIGLIA. PUNTO E BASTA.
 
Si rivendica quindi il valore delle coppie gay e lesbiche e delle famiglie con figli cresciuti da genitori omosessuali o transessuali,
e le famiglie etero che a) non vogliono sposarsi per motivi ideologici o b) non possono sposarsi perchè ancora legate a matrimoni precedenti che hanno figli quelle non contano? 
chiedendo con urgenza leggi che le riconoscano secondo un principio di uguaglianza e con una varietà di istituti normativi per coppie di fatto o sposate.
Varietà di istituti normativi? Quindi magari un matrimoni di serie b per gay? O una legge per le coppie di fatto che scimmiotti il matrimonio? Ma allora ti vuoi sposare o no?
Quel che bisogna chiedere è:

1) l'allargamento del matrimonio anche alle persone dello stesso sesso, cambiando il nsotro codice civile perché la Costituzione lo garantisce. Ma attenzione è lo stesso matrimonio non un altro... Non matrimonio omosessuale ma matrimonio anche per le persone dello stesso sesso

2) UNA VOLTA ALLARGATO IL MATRIMONIO La costituzione di una normativa che tuteli le coppie di fatto e cioè:

a) coppie etero e gay che non vogliono sposarsi perchè ideologicamente contrarie al matrimonio

b) le coppie etero o gay che pur volendosi sposare non possono farlo perchè ancora legate a matrimonio precedente. Questa è una realtà che riguarda molte le famiglie di fatto in Italia, dico di quelle etero con figli
In Italia non c’è nulla; in Europa esistono varie leggi. Un gap inaccettabile e anti storico.
Troppo generico... Quali leggi? in quali stati? con quali caratteristiche? UN po' di informazione per dio!
Così si richiede che l’individuo sia libero di determinare il genere più consono a se, senza essere più considerato un malato mentale il cui cambio di sesso sia la cura di una patologia.
Quindi il transessualismo non è più una disforia. Allora i miei dubbi sono stati fondati. Il transessualismo si basa su un fraintendimento dell'essere uomo e donna che viene idealizzato e sganciato dal corpo sessuato. Perché i cambiamenti che  posso apportare al mio corpo sono solo esteriori, chirurgici, non biologici. I trans m to f biologicamente sono e restano un corpo maschile mutilato e viceversa.  Se voglio essere donna (essere uomo) non devo per forza mutilare il mio corpo. Se ti vuoi mutilare va bene, ma un controllo psicologico prima di fare la mutilazione dovrò pure farlo come stato o no?

Se non si tratta di una patologia, di un problema medico o psicologico, CHE ALLORA I CAMBIAMENTI DI SESSO SIANO A CARICO DI CHI SI FA OPERARE E NON DEL SISTEMA SANITARIO NAZIONALE. Chi si rifà le tette paga di tasca sua doverebbe farlo anche chi cambia di sesso per un suo inalienabile diritto.

In ogni caso tutto questo cosa c'entra con l'orientamento di genere?
Si richiedono cioè interventi di legge che permettano alla persona transessuale di costruire la propria identità e di essere riconosciuta anagraficamente sulla base del genere scelto, senza necessariamente effettuare una operazione di riattribuzione sessuale; se invece vuol percorrere l’intero processo di trasformazione sia comunque assistita dal sistema sanitario senza l’iter complesso e umiliante di una diagnosi di disturbo patologico
In quanto gay mi sento offeso. Io non ho nulla a che fare, in quanto gay, con gli uomini che per qualunque motivo e a qualunque titolo, vogliono essere o si sentono donne.
In quanto gay sono virile come un etero (Busi docet).

Se quel che qui si dice è vero chi vuole un cambio di sesso è qualcuno che ha tanta confusione in testa sui ruoli e l'identità sessuale.
Con questo spirito Roma Europride si allinea alla campagna internazionale sulla depatologizzazione del transessualismo “Stop 2012”.
Di nuovo tutto questo cosa c'entra con l'orientamento sessuale?
Perché mentre per gay lesbiche e bisex si è detto così poco (che non è un disordine morale come vuole la chiesa, che non è una malattia come vogliono i cattolici) e per le i trans si è così chiari e precisi?
Evidentemente perché il loro lavoro gli attivisti del MIT il Movimento Identità Transessuale, che è nel comitato organizzatore dell'Europride, lo ha fatto fin troppo bene, mentre Mario Mieli e Arcigay come dicono gli inglesi they screwed.
I gay, le lesbiche e le persone transessuali
ormai abbiamo capito che queer e intersex ce li siamo persi per strada per sempre...
hanno spesso anche figli, che crescono felicemente all’interno di famiglie cosiddette non tradizionali.
VOI LE CHIAMATE COSi' BASTARDI E BASTARDE.
Io la chiamo famiglia.
La faccia da culo nel rivendicare l'uguaglianza quando si è i primi a non riconoscersi tradizionali è direttamente proposizionale ai culi delle trasn che si vedono al pride...
La genitorialità è scelta e capacità non solo di fare figli, di per se
(sic)
ostacolabile solo dalla sterilità e non dall’orientamento sessuale,
questo non vale le le e i trans my dear... almeno non quelli e quelle operati e operate
ma soprattutto è la capacità di crescere bene e prendersi cura dei figli.
Magari spiegare alle persone che non lo sanno che non esistono due tipi di famiglia una NORMALE e una Non Tradizionale ma  molti tipi di famiglia che non si distingue solo per l'assortimento sessuale delle medesime (famiglie mononucleari, di separati, di non sposati) e che nel caso delle famiglie omogenitoriali ci sono quelle che quelle che hanno avuto figli da precedenti unioni etero e quelle che invece hanno avuto figli all'interno di una unione omosessuale avrebbe giovato, no?

QUESTO DOCUMENTO SERVE PER NOI O DOBBIAMO SPIEGARCI AL MONDO ESTERNO?
I gay, le lesbiche e le persone transessuali sanno farlo e lo fanno, perché sono capacità umane; ad esempio in Italia sono almeno 100.000 le bambine e i bambini, o adolescenti, che vivono in famiglie omogenitoriali o con un genitore transessuale.
Vorrei propri sapere il numero di trans operat* o meno che hanno figli/e... Lo vorrei proprio tanto sapere....
Bisogna combattere ogni forma di pregiudizio possa colpire questi figli e introdurre normative che diano a costoro la stessa parità di diritti di quelli che crescono in ambiti familiari eterosessuali.
In culo ai figli di coppie etero non sposate... MA CHE BELLA UGUAGLIANZA!!!!
Del resto in Italia, a causa di scelte normative non dettate da esigenze reali e da libere aspirazioni di vita, ma da condizionamenti non laici, è in vigore una legge sulla procreazione assistita, che va riformata in quanto discriminante e dunque incostituzionale, ideologica e vessatoria.
certo la cosa più grave è il divieto della fecondazione eterologa non il patriarcato che tratta le donne in maniera incostituzionale (hai scelto la fecondazione ma cambi idea? Ti ficco gli ovuli in panza anche se tu non lo vuoi!!!) 
Le persone glbtqi
MA DAI?!?! SO RICICCIATI INTERSEX E QUEER!!!
continuano ad avere problemi di discriminazione sul luogo di lavoro, particolarmente forti per le persone transessuali, per le quali la prostituzione resta spesso l’unica possibilità.
Cosa verissima, ma andrebbe spiegata un po' meglio...
E’ necessario rimuovere i meccanismi di esclusione o marginalizzazione nel mondo lavorativo ai danni di gay, lesbiche e transessuali, soprattutto in questa fase storica di crisi economica e di riduzione generale del sistema di welfare, che aggrava le difficoltà dei soggetti sociali più deboli, come le persone glbtqi, ma anche donne,  giovani o migranti.
ma anche...
Del resto l’impostare spesso il welfare in modo familista, tenendo presente solo le famiglie tradizionali eterosessuali,
perchè, ci sono anche famiglie tradizionali omosessuali?
tende a dimenticare l’individuo e le proprie altrettanto urgenti esigenze, anche di costruzione di nuclei affettivi diversi.
Nemmeno differenti. Diversi.
E' propri vero.L'omofobia è interiorizzata al 100%. Noi siamo diversi ce lo scriviamo pure nei documenti politici.
Roma Europride 2011 guarda con indignazione e dolore anche quelle realtà nel mondo, troppo spesso dimenticate, dove gay, lesbiche e transessuali sono discriminati, torturati, incarcerati, uccisi o che rischiano quotidianamente la pena di morte;  inoltre si ricorda la particolare difficoltà delle persone glbtqi in molti Paesi dell’est Europa.
alle donne e ai migranti di prima in culo, come per queer e intersex...
Si afferma quindi il dovere dell’accoglienza e della tutela verso chi fugge dal proprio Paese per sottrarsi a persecuzioni e pericoli, e si sostiene con forza la campagna di decriminalizzazione mondiale dell’omosessualità, presentata in sede Onu dall’Unione Europea, chiedendone una rapida e urgente approvazione.
Di nuovo in culo a migranti e donne che in Italia vengono schiavizzate alla prostituzione...
L’Europride ribadisce il ruolo fondamentale del Parlamento europeo nell’avanzamento e nell’affermazione dei diritti civili.
E quello italiano?
Per tale motivo si leva una forte preoccupazione per le difficoltà che sta incontrando la costruzione della Direttiva Europea sulla discriminazione orizzontale, osteggiata per motivazioni razziali ma anche da ingerenze religiose del Vaticano e delle chiese ortodosse, che avversano soprattutto le libertà sessuali.
Ci spiegate che significa? Orizzontale mica vorrà dire quello?
Si denunciano quindi le spinte reazionarie che, non solo in Italia ma anche a livello europeo, tentano di frenare la lotta alle discriminazioni e si condannano i rigurgiti liberticidi e nazionalisti.
Nessuno può abbassare la guardia dinanzi alle possibili involuzioni e ai riflussi conservativi,
conservativo? conservatore casomai...  Comunque conservativo o conservatore  è un conto, reazionario un altro.

anche chi vive in Paesi avanzati sui diritti civili.
Si chiede al Parlamento europeo uno scatto di orgoglio: una piena cultura del rispetto e del riconoscimento dell’altro è la migliore risposta al perpetrarsi di atteggiamenti di razzismo, sessismo, omofobia, lesbofobia e transfobia.
Si chiede al parlamento europeo ma non a quello italiano...
Europride di Roma del 2011 è quindi una forte affermazione di valori, rivendicazioni e aspettative non solo come denunce e richieste, ma anche e soprattutto di prospettiva di un futuro migliore e di felicità del vivere da pretendere.
E l'italiano va a farsi benedire...
Una occasione straordinaria per scendere in piazza non solo per gay, lesbiche, bisessuali e transessuali da tutta Europa, ma anche per quelle e quegli eterosessuali che sanno che anche la loro vita è più libera e tutelata, se lo è quella di tutte e tutti.
Comitato Roma EuroPride 2011
A beh certo dopo che per tutto il documento di etero non se ne è parlato con quale faccia chiedono la solidarietà agli e alle etero? Con la faccia da culo con cui hanno presentato al mondo un documento politico così miope, inefficace e vuoto di veri contenuti politici.


mercoledì 18 maggio 2011

Sulla proposta di Legge norme per la tutela delle vittime di reati per motivi di omofobia e transfobia volgarmente detta legge Concia.

La proposta di legge n° 2802 XVI legislatura, presentata dai deputati 
SORO,   SERENI,   BRESSA,   FERRANTI,   CAPANO,   CAVALLARO,   CI-
RIELLO, CONCIA, CUPERLO, GIANNI FARINA, MELIS, ROSSOMANDO,
SAMPERI,  TENAGLIA,  TIDEI,  TOUADI,  VACCARO,  POLLASTRINI.

come il precedente testo esaminato dall’Assemblea AC 1658 e bocciato nella seduta del 13 ottobre 2009, a seguito dell’approvazione di una questione pregiudiziale presentata dal gruppo dell’UDC (Vietti ed altri n. 1) per motivi di costituzionalità novella l’art. 61 c.p. introducendo una nuova circostanza aggravante che ricorre quando l’autore del delitto ha commesso il fatto per motivi di omofobia e transfobia (articolo 1).

La proposta di legge contiene però un’esplicita indicazione di tali motivi, che vengono così qualificati: motivi di odio e discriminazione in ragione dell’orientamento sessuale della vittima del reato.
La nuova aggravante è applicabile solo ai seguenti delitti non colposi
delitti contro la vita e l'incolumità individuale; 
delitti contro la personalità individuale;  (la schiavitù e la prostituzione)
delitti contro la libertà personale; (lo stupro e il sequestro di persona)
delitti contro la libertà morale. (fontedosier Camera dei Deputati

Questa è la parte più interessante:

Dispositivo dell'art. 612bis Codice Penale

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque reiteratamente, con qualunque mezzo, minaccia o molesta taluno in modo tale da infliggergli un grave disagio psichico ovvero da determinare un giustificato timore per la sicurezza personale propria o di una persona vicina o comunque da pregiudicare in maniera rilevante il suo modo di vivere, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione da sei mesi a quattro anni. (fonte brocardi.it)


La proposta di legge però non istituisce alcun nuovo reato, ma va ad aggiungere all'articolo 61 del codice penale (quello sulle circostanze aggravanti comuni) un nuovo numero, l'11 quater una nuova aggravante:
« 11-quater)  l’avere, nei delitti non colposi  contro  la  vita  e  l’incolumità  individuale,  contro  la  personalità  individuale, contro  la  libertà  personale  e  contro  la libertà   morale,   commesso   il   fatto   per
motivi  di  omofobia  e  transfobia,  intesi come  odio  e  discriminazione  in  ragione dell’orientamento sessuale di una persona
verso  persone  del  suo  stesso  sesso,  persone  del  sesso  opposto,  persone  di  entrambi  i  sessi ».
Un secondo articolo della proposta di legge imporrebbe al Ministero presieduto da Carfagna di redigere una relazione nazionale (per il Parlamento) sulle azioni intraprese contro le discriminazioni.

Dunque non si tratta NE' SI E' MAI TRATTATO di una legge che istituisce il REATO di omofobia, ma solo di una aggiunta alle aggravanti generiche.

Quella è la proposta di legge dell'IDV  anch'essa bocciata nel 2009 (le due proposte presto erano state presentate come testo unico) sulla quale ritornerò.

Se mi menano perchè so' frocio c'è l'aggravante, ma l'odio istigato da Giovanardi solo se si accanisce su un individuo (non i forci, ma QUEL frocio)  altrimenti non è reato con la legge Concia ma solo con quella dell'IDV.

Wikipedia riporta che:
L'omofobia, intesa come atto violento e/o incitamento all'odio, è esplicitamente punita come reato[21] con sanzioni carcerarie e/o pecuniarie in Danimarca, Francia, Islanda, Norvegia, Paesi Bassi, Svezia e a livello regionale in Tasmania (vietato l'incitamento all'odio). Con un emendamento allo Hate Crimes Bill approvato dal Congresso nell'ottobre 2009 e denominato Matthew Shepard Act, gli Stati Uniti d'America hanno stabilito che la violenza causata da odio basato sull'orientamento sessuale costituisce un reato federale.[22]
Ora saprete già che oggi questa proposta di legge è stata (nuovamente) bocciata, stavolta  in commissione giustizia. L'aula ne discuterà il 23 e nei giorni seguenti la si voterà. Ora ha fatto scalpore, si fa per dire, la posizione di Mara Carfagna, Ministro per le pari opportunità che ha detto,
«Il Popolo della libertà ha perso un’occasione» (...)  «Il testo non prevedeva il reato di omofobia, ma introduceva aggravanti per i reati commessi a scopo discriminatorio; una norma di stampo europeo». (fonte il secolo xix.it)
L'aggiunta di aggravante nel codice penale, se passasse, sarebbe un contentino che non ci darebbe mai una legge che introduce IL REATO come nei paesi europei riportati da Wikipedia.

vi abbiamo dato l'aggravante generica cos'altro volete?



VI MERAVIGLIATE ANCORA CHE MARA CARFAGNA LA SOSTENGA? 




21 ^ a b c (EN) Leggi internazionali che proibiscono la discriminazione degli omosessuali sul sito dell'Ilga  

22 ^ (EN) Hate Crimes Bill Approved Articolo da The Huffington Post, 22 ottobre 2009

    domenica 15 maggio 2011

    Lettera aperta a Carlo Giovanardi, Carlo Casini, Paola Binetti e agli altri omofobi ipocriti.

    Signori Carlo Giovanardi, Carlo Casini e  Signora Paola Binetti
    non mi rivolgo a voi con l'appellativo di onorevoli coi quali ci si riferisce di solito ai deputati ai senatori e agli eurodeputati perchè le vostre recenti dichiarazioni non hanno nulla di onorevole e molto di mendace.
    Mi riferisco alle vostre dichiarazioni, riportate dal quotidiano Il Giornale (l'ho scelto fra i tanti perchè quotidiano a voi amico).
    Vorrete perdonarmi se le vostre parole sono state male riportate...

    In particolare, Signor Casini, non le riconosco alcuna competenza accademica per avvalorare la sua affermazione
    E' inaccettabile (...) che un videogioco che entra nelle case di milioni di italiani permetta ad un bambino di appena sei anni di creare una coppia gay che può anche adottare bambini. Questi videogiochi sono molto pericolosi, minacciano l’educazione di un bambino, la loro diffusione ha risvolti di carattere igienico-sanitario. Questi videogiochi intervengono in quel momento di sviluppo parziale, in cui è normale che ci siano tendenze omosessuali che rischiano di essere fissate (...)  questo è un modo per fissare l’omosessualità.
    Queste sue affermazioni non hanno alcuna base scientifica né medica né psicologica. e lei non è né medico né psicologo avendo una laurea in giurisprudenza,
    Quindi la sua opinione è non qualificata, quindi un sentito dire, un pettegolezzo, una diceria al limite una diffamazione.
    Si informi perchè la commissione mondiale della sanità e anche la pressoché totalità di organi di categoria piscologico-psichiatrici hanno riconosciuto da tempo la dignità dell'omosessualità come variante naturale dell'orientamento sessuale umano.


    Non offenda la nostra intelligenza di cittadini liberi, etero e omosessuali, che sappiamo riconsocere la sua profonda immensa e pericolosa omofobia, che cerca in tutti i modi di delegittimare la dignità che gli e le omosessuali si stanno conquistando a grande fatica anche in questo paese.

    Lei non teme affatto che nei bambini preadolescenti nei quali lei dice è normale avere una tendenza omosessuale (si informi è normale anche dopo è non è una tendenza ma un legittimo orientamento) l'omosessualità si fissi. Omosessuali non si diventa signor Casini, omosessuali si è E NON C'E' NULLA DI MALE.

    Lei teme che di fronte l'omosessualità ci sia indifferenza, l'indifferenza di una cosa che c'è e non va né premiata né punita, ma semplicemente accettata per quel che è, come sta avvenendo nel resto d'Europa, che si preoccupa di contenere le azioni di chi, come lei, pensa che l'omosessualità sia un pericolo da combattere e cerca in tutti i modi di fissare l'omofobia in tutte le famiglie. Le sue argomentazioni quelle sì si fissano nelle famiglie e in quegli strati della popolazione che, non avendo sufficienti strumenti  culturali ed etici credono, magari in buona fede, alle sciocchezze che lei dice in malafede.
    Per cui la mano di tutti gli aggressori omofobi è armata da chi come lei alimenta l'odio e il pregiudizio.

    La sua opinione non ha alcun fondamento scientifico, politico o morale perciò non trova spazio in una società che fa della scienza della morale e della politica le sue coordinate di riferimento, rispetto per le differenze, tutela delle minoranze, riconoscimento a tutte e tutti degli stessi diritti una volta garantiti solo ai maschi bianchi eterosessuali e adesso poco a poco garantiti anche alle donne anche ai neri e agli, alle, omosessuali.

    Mi riferisco signora Binetti anche a lei quando afferma
    Un gioco per i bambini deve riflettere la rappresentazione della realtà e della famiglia in cui vivono. Il bambino deve essere tenuto vicino all’esperienza concreta della famiglia in cui vive per capire il suo ruolo all’interno del nucleo familiare e i valori di riferimento.
    e la ringrazio, perchè ha perfettamente ragione!
    Infatti in Italia ci sono 100 mila bambini che vivono in famiglie omogenitoriali dunque è vero che il bambino deve essere tenuto vicino all’esperienza concreta della famiglia in cui vive per capire il suo ruolo all’interno del nucleo familiare e i valori di riferimento.
    Anche il bambino di tali coppie, se non si vuole scadere in una discriminazione, questa sì, incostituzionale.

    Infine mi rivolgo a Lei signor Giovanardi che  afferma:


    E' evidente che siamo davanti a una grande campagna promozionale delle lobby che vogliono promuovere certi valori. [anche grazie ai]  "libri destinati ai bambini che invece di proporre una famiglia con papà e mamma ne propongono una di un papà con un papà".
    In quanto sottosegretario alla famiglia dovrebbe sapere che queste famiglie GIÀ  CI SONO quindi questi libri non propongono  ma riconoscono. Ma è questo quello che a lei dà fastidio, la legittimazione, la normalizzazione.

    Lei e gli altri omofobi come lei deve farsene una ragione e rassegnarsi.
    Gay e lesbiche sono già nella società e, per quanto continuamente discriminati vituperati e offesi dagli omofobi come lei, ne fanno parte in quanto gay e lesbiche e hanno famiglie e sono dunque già tutto quello che lei, con disinvolta  e proditoria interpretazione della nostra Costituzione e Codice Civile, pretende le nostre istituzioni vietino.
    Anche a lei consiglio di informarsi.
    La nostra Costituzione i nostri codici civile e penale NON VIETANO L'OMOSESSUALITÀ' né il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Anche la Consulta costituzionale ha riconosciuto che la Costituzione su questo argomento non ha opposizioni di sorta e che spetta al parlamento di legiferare non per cancellare un divieto come lei dice, a torto, ma per riempire un vuoto legislativo.
    Queste lobby promuovono una cultura in contrasto con le leggi di un paese, come nel caso del matrimonio gay che da noi non è consentito.
    Non c'è una legge che vieta il matrimonio tra persone dello stesso sesso è la tradizione giuridica che interpreta il matrimonio  come atto giuridico tra persone di sesso diverso. MA NON VIETA. E' lei che, in base a questa tradizione, e confondendo il diritto canonico con quello civile (solo il primo fonda il matrimonio sulla procreazione, il secondo, che è l'unico che interessa allo Stato Italiano, no) ci legge un divieto, ma mi citi un solo articolo nel quale è scritto: "il matrimonio tra persone dello stesso sesso è vietato".

    il matrimonio uomo-uomo e donna-donna è fuori legge.
    E qui si vede tutta la sua malafede. Fuorilegge in questo caso non significa contro la legge e dunque illegale, ma una realtà che c'è nella società ma non è prevista dalla legge.

    Ma anche se fosse, essendo la legge umana e non divina, CAMBIAMO LA LEGGE.

    Il nuovo stato di famiglia (quello che lei dovrebbe conoscere bene e che il governo di cui fa parte disattende quotidianamente) ha riconosciuto pari dignità all'uomo e alla donna, laddove il precedente ordinamento riconosceva molte prerogative al maschio.

    Le leggi si possono cambiare quando non identificano più la realtà sociale.

    D'altronde le leggi a questo servono a governare la società a fornirle strumenti di regolamentazione e di pacifica convivenza.
    Riperto.
    Le famiglie omosessuali ci sono.
    Le famiglie omogenitoriali anche.
    Se ne faccia una ragione.
    Se le nsotre leggi non le riconoscono non sono fuori legge le famiglie ma, casomai, è la legge a essere vetusta e a dover essere cambiata.

    Allora abbia almeno il coraggio delle sue opinioni omofobe e dica che lei sogna una legge che vieti l'omosessualità tout court perchè se il matrimonio è la cellula base della vita sociale vietarlo alle coppie omosessuali vuol dire vietare loro il precipuo strumento di aggregazione e iterazione sociale.
    LEI NEGA LO STATUS DI PERSONE AI GAY  E ALLE LESBICHE E LI RELEGA NELL'ANGUSTO STATUS ISOLATO DI INDIVIDUI.

    Lasci pure nell'oblio quei  bambini che per lei sono il discrimine del matrimonio. Consideri i bambini delle coppie omosessuali figli di un dio minore. A essere fuori legge, se passa la legge contro l'omofobia, presto sarà lei e gli omofobi come lei.
    con queste iniziative viene tolta la normalità costituzionale per spiegare al bambino che invece è tutto lecito, tutto uguale e che possono essere messe sullo stesso piano situazioni che giuridicamente e costituzionalmente non lo sono.
    Lo spieghi ai figli di coppie eterosessuali che non vogliono o non possono sposarsi che giuridicamente e costituzionalmente non sono uguali. Si prenda la responsabilità di discriminare dei figli in base allo stato di famiglia (non sposati, separati...) o all'orientamento sessuale dei gentiroi.
    Sono posizioni barbare, retrograde, oscurantiste, davvero incostituzionali.
    Sono il prodotto di una mente malata, perchè l'omofobia, quella sì, è una malattia, dalla quale non c'è cura.

    Nonostante tutti i vostri sforzi l'omosessualità è una opzione ugualmente degna di quella eterosessuale, proprio come le donne sono cittadini con gli stessi diritti degli uomini, proprio come gli esseri umani con la pelle di colore diverso dal nostro (o di provenienza geografica diversa) hanno pari diritti. Che le vi si opponga con tanta pervicacia è il miglior segno che la società sta cambiando e che a lei e agli omofobi come lei comincia a mancare il terreno sotto i piedi.


    cari signori e signore omofobe. Voi siete dei dinosauri del secolo appena trascorso che si stanno dimenando per sopravvivere in un pianeta che non è più i grado di sostentare uno stile di vita come il vostro pieno di odio di pregiudizi di discriminazione omofobici.
    Siete obsoleti, siete sopravvissuti alla vostra funzione sociale e quando morirete morirete soli e senza seguaci. E questo in nome di quella legge naturale che dite sia per noi gay fumo negli occhi. Quella stessa legge naturale vi sta seppellendo e non c'è nessuno che muoverà un dito per aiutarvi.

    Perché farlo sarebbe davvero contronatura.

    E' la differenza che fa andare avanti il mondo.

    mercoledì 11 maggio 2011

    La discriminazione non garantisce favoritismi... Sul "caso" di Cristian Friscina

    Cristian Friscina ha fatto il servizio di leva.
    Non si sa quando. Ma quando lo ha fatto esisteva ancora, altrimenti, non lo faceva.
    Pare che, durante (o prima?) il servizio di leva dichiarò la propria omosessualità. Per quale motivo? Presumo per farsi riformare. Attenzione però. Già dal 1991 il servizio militare accetta e non riforma omosessuali egosintonici. Riforma invece omosessuali egosistonici, cioè in pratica si sostiene l'impossibilità di affrontare lo stress del servizio di leva per le proprie condizioni psicologiche connesse al proprio orientamento omosessuale. Non mi accetto e non ce la faccio a fare il servizio di leva.
    Ancora nel 2000 (la leva è stata sospesa nel 2005) su gay.it, si poteva leggere
    Per un giovane che invoca la propria omosessualità <b>ed eventuali disturbi
    connessi ad essa le chances di essere riformato al servizio militare sono altissime. In pratica, mi risulta che nessuno che abbia sostenuto l"impossibilità di affrontare lo stress del servizio militare per le proprie condizioni psicologiche connesse al proprio orientamento omosessuale sia mai stato ugualmente reclutato e avviato al CAR. Certo, bisogna fare le cose per bene: munirsi di una tessera di iscrizione ad un"associazione omosessuale (possibilmente da molti anni), eventualmente di un attestato medico circa le proprie non perfette condizioni psicologiche e prepararsi a "sostenere la scena" di quanto problematica sarebbe l"introduzione di un simile gay in una camerata (in un contesto) di soli maschi eterosessuali. Il che, in effetti, costituisce un problema per molti più gay di quanto si creda.

    Se fai domanda per il servizio civile, sei ancora in tempo a chiedere la riforma in ragione del tuo orientamento sessuale vissuto in maniera non del tutto pacifica; ma le chances che la domanda venga accolta sono molto meno. Tutti i motivi che sconsiglierebbero l"inserimento di un omosessuale non perfettamente realizzato in un contesto tutto maschile come il servizio militare non valgono invece per il servizio civile. Addirittura, potrebbero reclutarti per farti svolgere il servizio civile presso l"Arcigay o altra organizzazione gay o gay-friendly che abbia fatto domanda di obiettori di coscienza. E in tal caso, cosa risponderesti? Mi sembra dunque una via non preclusa, ma certo più difficile a praticarsi.

    Avv.Ezio Menzione

    Friscina infatti viene portato in ospedale per accertare evidentemente il disagio psichico e non perchè, di per sé, l'omosessualità viene considerata dai militari una malattia come qualcuno, magari in buona fede, crede.
    Quindi Friscina ha trovato un mezzo per farsi riformare facendosi passare per uno che a causa della sua condizione omosessuale non ben vissuta vive male.
    C'erano alternative alla leva?
    Sì il servizio civile (come si legge nell'articolo su Gay.it).  Friscina non era contrario alla naja per motivi etici o politici ma semplicemente non voleva regalare un anno della sua vita allo Stato come hanno fatto in tanti, anche gay, magari lavorando gratis come servizio civile, per associazioni di categoria. Friscina invece se ne resta a casa e non fa un cazzo.

    Ora mi chiedo perchè fingersi froci distonici per svangare la naja va bene ma poi quando la motorizzazione, certamente per ripicca e in maniera assurda, ti dice, se sei egodistonico e quindi inadatto al servizio di leva lo sei anche per guidare e quindi non ti rinnovo la patente, non va bene? Ridicolo? senz'altro. Omofobico?, senz'altro einfatti, in un altro caso simile, l'anno scorso, il tribunale si è pronunciato sconfessando la motorizzazione.
    Però fingermi frocio distonico pur di non fare la naja invece di richiedere il servizio civile e IN QUANTO GAY lavorare presso una associazione di categoria mi pare una furbata indegna. Come quella che facevano tanti etero quando l'omosessualità, considerata ancora malattia mentale  garantiva tout-court l'essere riformati.
    Sicuramente una norma impraticabile ma questo Frisicna non mi pare un fulgido esempio di gay modello (se poi gay lo è veramente...).
    Quindi va benissimo gridare all'omofobia per la motorizzazione di Bari ma Friscina non pensi che in quanto gay può avere privilegi che gli etero non hanno. A nessuno (o quasi) piaceva fare il servizio di leva, ma l'orientamento sessuale di per sé non è una garanzia di esonero.
    TROPPO COMODO.

    sabato 7 maggio 2011

    Thiago Alves: “Raffaella Fico non mi piace, ma non sono gay”

    Mi ricordo che nello spogliatoio maschile della palestra del Liceo Morgagni, dove ho trascorso sette anni della mia vita, campeggiava su una parete questa scritta:

    BELLE O BRUTTE SE LE INCULAMO TUTTE.

    Non è solo una goliardata ma la filosofia dell'etero di ogni tempo. Se vedi una femmina e non te la fai  sei frocio.
    Peggio, se sei bello, giovane e ti capita di interpretare un ruolo gay in un film i sospetti aumentano.
    E' quello che è capitato a Thiago Alves del quale ecco cosa si può leggere sulla rete:

    Tra i concorrenti, anche Thyago Alves, modello e attore nel film gay “Il compleanno” di Marco Filiberti. Nella pellicola, il ragazzo aveva una torrida scena di sesso con Massimo Poggio (...).
    Si chiacchiera su di lui e sulle sue preferenze sessuali.
    Il pregiudizio omofobo è sempre dietro l'angolo.
    Ora pensate a un attore qualunque, giovane e bello. Uno a caso, Clemente Russo, interprete di Tatianka di Giuseppe Gagliardi nel quale interpreta un giovane camorrista che si riscatta con la boxe. E immaginatevi lo stesso ragionamento fatto per Thiago.
    Clemente Russo, attore nel film camorrista “Tatianka” di Giuseppe Gagliardi. Nella pellicola, il ragazzo è colluso con la camorra.
    Si chiacchiera su di lui e sulla sua fedina penale.
    Se leggessimo questa insinuazione telefoneremmo all'autore per spernacchiarlo. Ma nel caso dell'orientamento sessuale, il dubbio è legittimo.
    Se hai fatto la parte di un frocio al cinema e non ti scopi la bella ragazza che incontri ne L'isola dei famosi (Raffaella Fico) beh qualche dubbio viene, no?

    Badate che l'autore di queste righe cosi tristi (a partire da quel film gay) non è un etero sprovveduto e omofobo, ma un frocio sprovveduto e omofobo, la citazione infatti è presa da un articolo (sic!) di QueerBlog.it firmato da Desperate Gay Guy (beh l'autoconsapevolezza è la prima tappa verso la guarigione...).

    Per cui Thiago (prosege QueerBlog) si è sentito chiedere da Simona Ventura
    se preferisce solo le donne o è più “democratico” o … aperto. Prima lui non sente, poi ride quasi divertito:
    “No, no Simona mi piacciono solo le donne!”
    Il nostro omofobo anonimo su QueerBlog, commenta:
    Una domanda banale e una risposta che vuole rassicurare. Tranquillità. È ancora questo che significa essere eterosessuali? Dichiararsi gay è (ancora…) qualcosa di cui non poter essere tranquilli nel 2011 o di cui volersi togliere l’alone del sospetto? In diretta nazionale, forse, essere scambiati per omosessuale o bisessuale è qualcosa da negare con tutte le forze.
    Questo sito e questo post di Desperate Gay Guy alla causa fa un servizio inimmaginabile.
    E noi, riconoscenti, lo ringraziamo: Desperate Gay Guy  ma vaffanculo!

    A SPASSO FRA I GENERI a Genzano
    Martedì 10 maggio.

    A SPASSO FRA I GENERI

    Cosa sono l'identità e l'orientamento sessuale?
    Perché si parla di omofobia e transfobia?

    Ne parliamo in modo semplice e divertendoci un po' in una conversazione con Guido Allegrezza (Resp. Diritti civili ed umani di SEL Lazio), Alessandro Paesano (docente precario, esperto di media e pregiudizi), Paola Biondi (www.prsicologiagay.it)





    martedì 10 maggio

    dalle 18.00 alle  21.00

    nella Sala delle Grotte, Cortile del Comune

    Via dell'Infiorata

    a Genzano, Lazio, Italy

    Il matrimonio pre chi lo vuole è per tutti anche per le persone dello stesso sesso anche davanti a Dio: parola di Gray's Anatomy

    Come rimescolatore di immaginario collettivo la tv può far male ma può fare anche bene.
    Il lavoro che in questa settima stagione gli autori di Gray's Anatomy stanno facendo per chiarire eticamente, politicamente e spiritualmente quale dovrebbe essere per tutti il modo di vedere il matrimonio, anche religioso, anche tra persone dello stesso sesso, è incredibile ed encomiabile.
    Mentre il cinema americano, almeno quello mainstream, sembra morto, condannato da una gestione avventata fatta da nerd che di cinema non sanno nulla, la televisione americana riesce là dove il cinema riusciva una volta, parla della gente, alla gente con un punto di vista appena appena progressista senza edulcorazioni di troppo come in questo splendido, magnifico, ventesimo episodio...

    venerdì 6 maggio 2011

    Gay.tv? Più che un sito glbtqi un sito di Fantapolitica.
    (Fantascienza? Fanta l'aranciata? Fate voi...).

    E mentre stavo cominciando ad apprezzare gay.tv sul quale si potevano leggere articoli equilibrati e pieni di buon senso ecco un articolo che scaraventa gay.tv giù nel pozzo delle delirio puro.

    Leggiamo l'articolo.

    Stuart Milk: Mara Carfagna leader dei gay come Obama.
    Ecco qui secondo me l'autore del pezzo (che un po' di coda di paglia ce l'ha se si nasconde dietro un anonimo, la redazione) fa confusione tra presidenti. Carfagna non ha nulla in comune con Obama, mentre ha sicuramente in comune qualcosa con Clinton... (e siamo solo al titolo!).
    Occhiello:

    Stuart Milk in Italia. Rosy Bindi promette la legge contro l'omofobia. Gianfranco Fini lotterà per la visibilità gay. Mara Carfagna leader illuminata. E' questa la nostra Italia?
    Cioè lo chiede a noi? Ma se è lui (o lei, insomma la redazione) a scriverlo?
    Certo letto così sa proprio di fiaba. Una fiaba lisergica. Tanto vale scrivere Berlusconi promette una legge a difesa dei giudici. Alemanno lotterà per la visibilità dei Rom. Santanchè leader illuminata.
    Come dite più che una fiaba vi pare una cazzata?
    ANCHE A ME.
    Proseguiamo con l'articolo, anzi, iniziamo!

    Stuart Milk sta per terminare il suo tour nelle maggiori città italiane in cui
    non nelle quali?
    ha portato un messaggio di uguaglianza e lotta per i diritti umani di respiro globale.
    Ma non si parlava dei diritti glbqti? e poi chi è, Ghandi?
    Oggi, nella giornata del 05 maggio 2011, si è recato a Roma per incontrare alcuni dei maggiori esponenti del Parlamento italiano.
    La sua giornata dopo una chiacchierata con Antonio Rotelli, il Presidente di Rete Lenford, con il quale si è sottolineata l'urgenza di definire i principali diritti delle persone lgbt,
    niente intersex...
    passando attraverso i Tribunali, il Parlamento, le piazze e la Corte Costituzionale, si è concentrata su alcuni importanti esponenti politici.
    Però simpatico 'sto Milk ci ricorda l'urgenza di definire i diritti dei froci delle lesbiche rivolgendoci ai Tribunali, al Parlamento, alle piazze e alla Corte Costituzionale.
    Ma è un genio! Noi froci italiani, provinciali e ignoranti non ci avevamo mai pensato!!!
    Infatti in piazza non ci siamo ancora mai andati, se non per fare shopping o indossare le ultime scarpe alla moda. D'altronde i tribunali non si sono mai espressi sui diritti dei froci, il parlamento non ha appena spostato la data di discussione del ddl contro l'omofobia e la Corte Costituzionale non ha mai detto al Parlamento che deve legiferare per concedere il matrimonio anche alle persone dello stesso sesso!

    Per prima ha incontrato il Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna nel suo ufficio, che emozionata e commossa ha parlato con Milk in maniera del tutto informale.
    Ma Milk non è gay? No perchè così sembra che alluda a... Vuoi vedere che Milk è etero come Brollo????
    La ministra pronta e preparata sulla questione dei diritti lgbt,
    ahahahahahha non respiro! Ehehehehe basta vi prego!!! Ihihihihihi
    si è confrontata con Stuart Milk sottolineando quanto sia necessaria una vera battaglia per i diritti civili, proprio come fece suo zio.
    Lo zio di Carf...?! Ah no, di Milk. Mannaggia alla lingua italiana! His Uncle not hers!!!
    La Carfagna
    Il solito vituperato articolo prima di un cognome femminile per distinguerlo da quello maschile che è il cognome per eccellenza ma si sa le donne mica so tutte lesbiche...
    ha affermato che oggi più che mai i diritti non sono e non devono essere un vessillo ideologico, ma devo[no (sic!)] essere una sfida, una battaglia sia della destra che della sinistra.
    e infatti la destra e la sinistra si rimpallano 'sta patata bollente da 947 giorni: falla tu la legge contro l'omofobia. No tu! No tu!
    Per questo motivo sta costruendo un dialogo con l'On. Anna Paola Concia
    Ah pensavo che il dialogo, in quanto ministro, dovesse costruirlo con La GENTE, con (posso dirlo?) il POPOLO. Vedi Alessà quanto sei ignorante!!!
    ed ha asserito che: "Le istituzioni sono tenute ad intervenire e agire".
    Gastone tu lo sapevi?!?! Meoh-miah (="da mo'")
    Lei in primis sta lavorando affinché cessi
    ecco, appunto
    qualsiasi forma di discriminazione sul lavoro a livello diritti, di retribuzione e personale per tutte le persone lgbt.
    Allora è un'omonima che, quando non era ancora Ministro, ha detto Gay costituzionalmente sterili...
    Stuart Milk è rimasto molto colpito dall'intervento della Ministra
    Minestra?
    Carfagna ed ha commentato dicendo che "Un buon leader è colui che sa cambiare idea",
    Ah mi pareva fosse stata lei. Però idea l'ha cambiata da poco, ancora un anno fa, agosto 2010 Carfagna diceva:

    CARFAGNA: TUTELA COPPIE GAY NON IN PROGRAMMA


    Quindi io, posso prima dire che i gay sono sterili e dopo appena quattro anni, durante i quali sono diventata Ministro e durante i quali il governo  del quale faccio parte per i gay non ha fatto un porco cazzo di niente (lo ammette lei stessa appena un anno prima), posso cambiare idea e dire  Le istituzioni sono tenute ad intervenire e agire. Cioè lo dico a me stessa visto che io sono una istituzione...
    proprio come Obama sta facendo in America proprio sulla questione del matrimonio gay.
    Matrimonio gay. Altra espressione vituperata. Così sembra un altro matrimonio. INVECE E' LO STESSO DELLE COPPIE ETERO stesso matrimonio ANCHE per le coppie dello stesso sesso. Ma chi ha scritto 'st'articolo, un dodicenne???
    Ha inoltre consigliato alla Carfagna, prima di premiarla con un'alta onoreficienza del Sindaco di San Francisco
    perle ai porci

    datale da Nancy Pelosi, di concentrarsi sui giovani,
    ahahahahahah ehehehhehee eh già, lei invece porella finora si è concentrata sui vecchi ahhahaha ehehe basta! Muoio ahahahaha
    perché il movimento lgbt è fatto soprattutto di persone giovani che sono il futuro del mondo.
    Quindi io che giovane non sono più (ne faccio 46 lunedì prossimo) non conto più un cazzo. I vecchi non contano e la storia va a farsi fottere.

    Poi si è spostato a Montecitorio dove ha incontrato Gianfranco Fini, Rosi Bindi,
    ammazza che sfiga!
    Anna Paola Concia e altri esponenti politci [(sic!)]. Il dialogo è stato aperto da Fini che ha dichiarato: "L'odio nei confronti dei gay e frutto dell'ignoranza e del pregiudizio",
    lo sa bene lui che, nel 1998 disse: l'omosessualità non si può considerare una cosa normale . Forse se lo sono tutti dimenticati. Io no. Ah già. Si può cambiare idea! 
    argomento che gli sta molto a cuore e su cui ha voluto capire il pensiero di Stuart Milk soprattutto indagando il ruolo che le Chiese hanno in questa diffusa discriminazione.
    le Chiese? E tu un'affermazione così importante la dai via così, en passant?!?! E poi, Le chiese discriminano o solamente quella cattolica?
    Ha concluso specificando che: "Insieme si può far fronte al grande problema della visibilità gay".
    E già perché se non li vedi, se non vestono tutti coi tacchi a spillo e i maglioncini rosa, poi come fai a riconoscerli per menarli? Rischi di sbagliarti con qualche ragazzo etero...
    Stuart Milk ha risposto al Presidente della Camera con una battuta ironica: "In effetti se diventassimo tutti viola il mondo si accorgerebbe di noi"
    Rosa caro Stuart (Little) latte straniero il color del triangolo era il rosa. Va beh 'sti americani la storia non sanno proprio cosa sia.
    e poi ha aggiunto: "Una legge contro l'omofobia è necessaria. Il popolo lgbt ha bisogno di speranza senza vergogna, speranza senza paura, speranza per tutti".
    Ma questo c'è venuto dall'America per dirmi una cosa così ovvia?!?! Se lo incontro lo schiaffeggio!!!
    PECCATO CHE IL PARLAMENTO ITALIANO QUESTA PORCO DI DIO DI LEGGE NON LA VUOLE FAREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE
    Dopo l'On.Fini ha preso la parola Rosy Bindi
    dopo la destra il centrodestra...
    che, stupendo tutti, ha lanciato una serie di dichiarazioni molto forti: "Come Presidente del PD mi impegno a affinché
    a affinchè?
    la legge contro l'omofobia venga realizzata.
    Bell'impegno! E' appena stata modificata la calendarizzazione! Che Bindi porti sfiga? 
    Credo di poterla garantire.
    Sì, sì. Si è visto cara!
    L'Italia è in ritardo rispetto all'Europa, faremo la nostra parte".
    Immagino che quando hai detto, appena il 14 marzo scorso,  che Anna Paola Concia è una rompicoglioni pensavi di stare facendo la tua parte, nevvero cara?

    Stuart Milk poi ha tenuto una conferenza in Parlamento in cui ha lanciato un accorato
    appunto Milk, ACCORI, puzzi, sei finto e lo si sente lontano un miglio
    appello a tutti i premier mondiali (tra cui il nostro Silvio Berlusconi) asserendo che: "Oggi ho incontrato parlamentari volenterosi
    ma che espressione vetero-cattolica!!!
    e leader lgbt altrettanto volenterosi.
    Quali? L'articolo cita solo  Antonio Rotelli, il Presidente di Rete Lenford
    Mi chiedo dove siano tutti gli altri?
    Veramente me lo chiedo anche io Stuart -Little- Milk...
    Tutti noi sappiamo cos'è giusto.
    Tutti?
    Faccio appello ai primi ministri di tutto il mondo: basta omofobia e odio. Lavoriamo per un'autentica uguaglianza.". (notare il punto dentro e fuori le virgolette!)
    Ovviamente nemmeno un cenno all'imminente Roma Europride.
    Insomma o Milk è un novello Forrest Gump (tra l'altro non capisco perchè dovrebbe essere famoso solo perchè è lo zio di un frocio famoso...) o chi ha scritto questo articolo si è fatto di Crack (andato a male).

    Se nell'intervista rilasciata al direttore di GAY.tv emergeva la necessità di avere degli eroi gay
    beh di Batman e Robin già si sapeva... ah NON quel tipo di eroi...
    - di cui Stuart Milk potrebbe essere il primo di una lunga serie
    il solito provincialismo italiano: america America AMERICAAAA
    - forse ora dovremmo trovare i nostri eroi eterosessuali.
    BROLLO?!?!?!
    Che in Italia abbiano sembianze femminili sia a destra che a sinistra?
    Arrestate il pusher da cui si rifornisce questo disgraziato (o disgraziata) perchè quello che scrive è così ridicolo che è meglio per lui o lei che si sia davvero drogato/a altrimenti se è tutto farina del suo sacco e le droghe non c'entrano nulla  voglio la sua testa sula mia scrivania, come Montanelli teneva quella di Mussolini sulla sua,  Per ricordare.
    Per ricordare che finché avremo gente così miope e politicamente pavida in questo paese la causa glbtqi andrà a rotoli proprio come tutto il resto.

    giovedì 5 maggio 2011

    Nessuno tocchi Brollo

    Non ho cambiato idea sull'(in)opportunità politica dell'elezione di Brollo, etero, alla presidenza di Arcigay di Bari, come ho già abbondantemente spiegato su questo blog.

    Sul sito QueeerBlog che mi offre sempre spunti spassosi per queste mie noterelle leggo oggi che Brollo risponde alle domande degli utenti di Queerblog.

    eccovi qualche esempio di domanda:

    Ha già visto le effusioni tra due persone dello stesso sesso? Questi gesti la imbarazzano?

    Pensa mai all’orientamento sessuale dei suoi figli? Può provare a raccontarci la sua ipotetica reazione davanti al coming out di un suo familiare?

    Non si sente fuori luogo tra gli omosessuali?

    Ora va bene che le domande dei lettori di queerBlog sono selezionate dai redattori del sito, perchè già in passato i lettori hanno dato prova di essere molto meno cretini delle domande che fanno ora, quel che però emerge con lampanza è che chi ha fatto queste domande e chi le ha selezionate non ha capito un'acca del perchè in molti si è criticata questa elezione.
    Nessuno ha mai messo in discussione la capacità politica di un etero di fare politica in difesa di gay lesbiche e trans come gli si chiede in pratica in tutte le domande, andatevi a leggere il resto cliccando qui. Il dubbio era sull'opportunità politica di farci rappresentare da un etero come se noi gay e lesbiche da soli non fossimo capaci di autodeterminarci.
    Ma di che mi meraviglio? Noi checchine di questo paese siamo lobotomizzate proprio come il resto del Paese. E poi dicono che non siamo normali!!!

    Per il parlamento italiano l'omofobia non è reato.
    Rinviata la discussione del nuovo ddl contro l'omofobia in calendario per il 23 maggio

    Leggo sul blog di Repubblica un bell'articolo di Liana Milella che riporto: 
    Una maggioranza che non ha mai negato una circostanza aggravante, quella per cui al processo il reato è punito con una pena maggiore, da 946 giorni tiene i cordoni stretti per concederne una sull’omofobia. In testa la Lega, protagonista della regina delle aggravanti, quella sulla clandestinità, poi bocciata dalla Consulta, più anni di galera solo se ti macchi di un crimine, ma hai la sfortuna di essere un immigrato. Invece niente per gay e lesbiche. La gente può insultarli per strada, com’è avvenuto giusto una settimana fa, in pieno centro a Roma, a due passi dalla Camera, tra i turisti, contro la Pd Paola Concia. La gente può picchiarli, ucciderli, con lo scopo di colpire la loro diversità, ma per questo intento esplicitamente criminale, che non è una condizione, ma una scelta precisa, non saranno puniti in modo più grave. Saranno liberi di continuare a farlo. Non ci sarà un’aggravante per omofobia, ma neppure un nuovo reato, come vorrebbe Di Pietro. Ci sarà il nulla giuridico, anche se nel Pdl sostengono che “tanto, basta già il codice in vigore in cui c’è già tutto”.
    Sono tanti 946 giorni. Sono pari a due anni e mezzo. La Concia, questi giorni, li ha messi in bella evidenza sul suo sito: “L’omofobia ha i giorni contati: 946″. Con oggi diventano 947. Un altro rinvio in commissione Giustizia alla Camera rischia di far saltare anche l’appuntamento per l’aula fissato al 23 maggio. Siamo ancora fermi a quale testo scegliere per la discussione, se quello della Concia o un altro. Lei, nelle vesti di relatrice del ddl, ne ha parlato anche col Guardasigilli Angelino Alfano, che pareva rassicurarla. Poi hanno prevalso le contraddizioni nell’Udc, dove la cattolica Paola Binetti minaccia sfracelli; le esitazioni del Pdl, che non vuole alienarsi i voti cattolici nell’immediata vigilia delle amministrative; il secco niet della Lega. E il conta-giorni della Concia continuerà ad andare sempre avanti…
    Di mio aggiungo solo che, quanto Svastichella, l'aggressore dei due ragazzi fuori dal gay village di due anni fa, è stato condannato ha visto la pena dimezzata per attenuanti generiche. esistesse il reato di omofobia o l'aggravante di omofobia le attenuanti non e avrebbe prese.
    A tutti quelli (da Alemanno a Binetti a Buttiglione) che temono che il reato di omofobia possa ledere la libertà di opinione, ricordo che non tute le opinioni hanno diritto di cittadinanza nelle democrazie avanzate e faccio degli esempi concreti di opinioni (sic!) che portano in galera:

    1) dire che la Shoà non c'è mai stata o, se c'è stata, ha fatto solo qualche migliaio di vittime non i 6 milioni E' REATO, VAI IN GALERA (e per quanto mi riguarda dovrebbero buttare la chiave)

    2) dire che i neri sono una razza inferiore e non devono avere gli stessi diritti dei bianchi E' REATO VAI IN GALERA

    3) dire che Hitler ha fatto bene a gasare gli ebrei che se lo meritavano ' REATO, VAI IN GALERA


    Ah, già, dimenticavo di dire che questi reati (tranne quello sul razzismo) in Italia non ci sono. SE CI FOSSERO MEZZO PARLAMENTO SAREBBE NELLE PATRIE GALERE.

    Ma io sono ottimista e mi cullo nell'auspicio...

    Altri baci per Giovanardi

    ...stavolta dai giovani democratici di Toscana

    La memoria storica non è di casa nemmeno tra froci e lesbiche:
    sui nuovi manifesti della campagna nazionale di Arcigay contro l'omofobia

    Il prossimo 17 di maggio è la giornata mondiale della omofobia e transfobia.

    Arcigay Nazionale ha presentato la sua campagna contro l'omofobia che farà partire proprio quel giorno. Due manifesti stampati in 15 mila copie, 45 mila volantini e 8 mila locandine. A detta di Arcigay nei numeri quella del 2011 è la più importante campagna di sensibilizzazione di  sempre 1.
    I manifesti poster e volantini saranno diffusi in 50 città capoluogo di provincia, con il prezioso contributo dei comitati provinciali dell’associazione e di diverse sigle dell’associazionismo.
    Manifesti, poster e volantini sono presentati in due versioni: un bacio fra una coppia gay e un bacio fra una coppia lesbica. Il contesto familiare rappresentato da una tavola imbandita testimonia la quotidianità delle relazioni di affetto delle persone gay e lesbiche. La bandiera italiana sullo sfondo, richiama i festeggiamenti per i 150 anni dell’unità nazionale e la richiesta di piena cittadinanza e dignità per queste famiglie.
    Lo slogan scelto per la campagna è “Civiltà prodotto tipico italiano” e “Italia unita contro l’omofobia”(...)1.
     Ecco i due manifesti.
     
    mmmmmmm
    Non vi ricordano qualcosa?
    Ma certo sono gli stessi manifesti (con l'aggiunta della bandiera italiana e un nuovo billing block) realizzati un anno fa dall'Arcigay Nuovi Passi di Udine e Pordenone e da Arcilesbica Udine che tanto fecero discutere ricevendo critiche non solo da destra ma persino da sinistra, va beh, dal Pd  (che fa a gara per sembrare sempre più vicino al Pdl).
     
    Mentre nel comunicato non c'è traccia dell'origine di questo manifesto, nel sito c'è un documento che (citando un articolo del Gazzettino, senza link...) riconosce il lavoro fatto un anno fa da Daniele Brosolo ed Eva Dose i quali, si legge nel documento, non nascondono la grande soddisfazione: Siamo davvero orgogliosi che la nostra iniziativa abbia avuto un simile successo: superato lo “scandalo” locale, la civiltà friulana ha “contagiato” tutto il Paese proprio nell’anno del 150° anniversario della Repubblica, quasi a simboleggiare un’Italia unita anche contro le discriminazioni. Un bacio omosessuale friulano che entrerà nella storia del movimento lgbt 2

    Chissà se stavolta i due poster susciteranno le stesse polemiche...

    1) Arcigay: Italia unita contro l’omofobia. Baci omosex in 50 città

    2) I poster del bacio fanno scuola

    mercoledì 4 maggio 2011

    I figli e le figlie delle famiglie omogenitoriali



    Ci sono. Esistono e STANNO BENE, checché (checche?) ne dicano gli italioti, fascisti e cattolici, i quali (le quali), improvvisandosi esperti di puericultura, psicologia infantile e sociopedagogia, solo perchè magari anche loro sono genitori (ma ci sono anche tante persone senza figli, froci compresi che lo pensano e lo dicono), affermano che i figli hanno bisogno di una madre e di un padre. I figli nascono da un padre e una madre.


    Tutti nasciamo da un padre e da una madre. Per cui tutti i figli e le figlie hanno un padre e una madre. Anche i figli di coppie omogenitoriali.

    Quel che bacchettoni e psicologi improvvisati intendono dire è che tutti i figli hanno diritto a crescere con un padre e una madre.
    Allora perchè non dicono così?
    Perché ci sono tantissime famiglie monogenitoriali  eterosesuali. E non solo quelle create da una separazione o un divorzio. Ci sono donne e, più raramente, ma ci sono, uomini, che hanno cresciuto figli da soli, per scelta, per circostanza.
    Così sarebbe più chiaro il pregiudizio discriminatorio nei confronti dei genitori di questi figli e figlie.
    Perché chi critica le famiglie omogenitoriali non si preoccupa di loro ma dell'orientamento sessuale dei loro genitori. Non si preoccupa del benessere dei figli e delle figlie si preoccupa che la splendida loro intelligenza di esseri umani normalissimi cresciuti in una famiglia dove c'è amore, legittimi definitivamente l'omoaffettività.

    Quando in Italia venne promulgata la legge sul divorzio ci si preoccupò ipocritamente dei figli di separati (all'inizio nessuno divorziava, ma ci si separava, una delle dinamiche che ha portato alle coppie di fatto è stata senz'altro anche questa: mio zio ha sposato la sua compagna quando il loro primogenito aveva 16 anni...).
    Ipocritamente perchè anche prima del divorzio, gli uomini abbienti, di fatto, divorziavano, come successe a Corrado Pani, dal quale Mina ebbe un figlio, fuori da ogni riconoscimento legale. Ma molto cattolicamente e borghesemente se il problema non è visibile, non c'è.
    Ci sono voluti 20 anni di storia per zittire i benpensanti anti divorzio quando era lampante che i figli di separati o di divorziati crescevano esattamente come i figli delle altre coppie.
    Io e mia sorella siamo figli di separati. Figli rimasti orfani in età giovane. Eppure siamo cresciuti bene e non potevamo essere più diversi. Un ciccione gay e di estrema sinistra una smilza etero, sposata in chiesa, di idee conservatrici ma di pratiche emancipate (anche perchè quando a 20 anni rimani da sola, o ti emancipi o soccombi).
    In realtà ai benpensanti non gliene fregava niente dei figli dei separati (come non gliene fregava niente prima, quando legalmente il divorzio non c'era ma chi aveva soldi e prestigio lo faceva comunque). I figli venivano strumentalizzati per criticare il divorzio. Proprio come oggi vengono strumentalizzati per impedire la legittimazione affettiva delle coppie omosessuali. Qualche irriducibile c'è ancora. Giovanardi (l'ecolalico) ha affermato, recentemente, al programma di radiodue Un giorno da pecora che Marta Marzotto è stata una grande donna perchè pur cornificando il marito non ha mai abbandonato la famiglia...


    A noi gay  e lesbiche non ci basta più scopare come conigli in discoteca. Vogliamo AMARE e questo per molti benpensanti è troppo. Siccome chi ama può pensare di fare figli (può, non deve) questo diventa intollerabile. Non impossibile perchè anche in Italia, nonostante l'enorme vuoto legislativo e la società ostile, le coppie omogenitoriali sono una realtà, diventa intollerabile perchè dimostra che la famiglia non è di esclusivo appannaggio del patriarcato ma è un bene così diffuso da essersi imposto come sistema di vita anche per le persone omosessuali che una volta consideravano queste aspirazione una cosa borghese, una cosa da etero.

    La preoccupazione dei depositari della famiglia è di perdere la supremazia, del patriarcato, del maschilismo di un modello di famiglia che in parte si è già autoriformato ed emancipato ma che purtroppo, ancora oggi nel 2011, vede tante contraddizioni. Sturi, violenze, pedofilia, la famiglia etero patriarcale sta autoimplodendo ed è già sostituita da modelli eterosessuali più agili e snelli: famiglie monogenitoriali, famiglie etero con una mamma e un papà che però convivono e non sono sposate E DELLE QUALI NON FREGA NIENTE A NESSUNO.
    Famiglie che non hanno riconoscimento alcuno per cui i genitori PER IL BENE DEI LORO FIGLI poi, alla fine, sono costretti a sposarsi.
    Per molti è ancora la vecchia questione che vero il matrimonio è quello religioso e quello civile un ripiego. Già quello è un affronto all'eterosistema. Alla famiglia patriarcale (nella quale, ce lo spiega la sociologia, i figli erano braccia lavorative gratis o a bassissimo costo). Eì stato lo stato laico non certo la chiesa a impedire lo sfruttamento minorile del lavoro (prensete ancora in tante parti del pianeta, ma l'importante è che questi figli abbiano un padre e una madre poco importa che li fanno lavorare 12 ore al giorno e più...).
    Le famiglie omogenitoriali in Italia hanno già vinto. Perché ci sono già. Lo stato non potrà esimersi ancora per molto da dar loro un riconoscimento giuridico che non è come credono in molti, in maniera cinica, perchè loro figli non ne hanno  e non si rendono conto, una questione economica (vero Federico?) ma una questione affettiva. Una questione di diritti.
    Perché due donne o due uomini possono fare dei figli e formare una famiglia unita. Ma se il genitore naturale (odio il termine ma è quello legale) quello cui lo stato riconosce unicamente la maternità o paternità muore, il figlio cresciuto da entrambi i partner, non viene affidato al genitore sopravvissuto. Perché per lo Stato NON C'È ALCUN ALTRO GENITORE e il figlio, la figlia, viene strappato  alla persona con la quale quel bambino, quella bambina è anche cresciuta e messo in un orfanotrofio in attesa di adozione.
    Per cui siccome un figli han diritto a un padre e una madre, morti quelli naturali, non vengono affidati al partner dello stesso sesso di quel padre o quella madre, ma strappati alla famiglia. Meglio mantenere un principio che pensare alla salute psichica e affettiva del figlio (della figlia) per tacere di quella dell'altro genitore...
    Questo non capita nemmeno alle coppie etero non sposate. Perché lì i figli sono riconosciuti a entrambi i genitori e quindi morto uno rimangono all'altro.
    Ma se io donna o uomo, etero, faccio un figlio e poi convivo con altra persona che non è genitore biologico dei miei figli, morto io, i figli vanno in orfanotrofio.
    L'idea che abbiamo della famiglia è teorica, nominalista. E' genitore quello naturale, quello biologico, anche se non lo si vede mai, o non lo si è visto più. Dimenticando che è genitore prima di tutto chi i figli li cresce, non solo chi i figli li genera.
    E' solo questione di tempo.