venerdì 3 febbraio 2012

Ma dare del frocio a qualcuno può essere mai un insulto?


Durante la seconda puntata de L'isola dei famosi la regia manda una clip (cioè un filmato preregistrato non in diretta e dunque censurabile),  nel quale Mariano Apicella risponde a Malgioglio che gli ha detto tu sei senza arte né parte dicendogli  io sarò senza arte né pare ma tu si ricchione e io no.


Subito dopo la messa in onda della clip Vladimr Luxuria, che dell'isola è inviata, ha commentato così:



Quel che giustamente  fa notare Vladimr non è l'insulto, ma LA DISCRIMINAZIONE subita da Malgioglo. Apicella cioè non ha voluto offeso Malgioglio dicendogli quel che è, ma partendo da quel che è lo ha voluto sminuire (tu sei ricchione e io no).

L'offesa non sta nel dare a qualcuno del frocio, poco importa se la persona a cui lo diciamo lo sia o meno.
L'offesa sta nell'attribuire questo orientamento sessuale a qualcuno per trarne una conseguenza negativa.


Se per strada qualcuno mi dice a frocione e basta io mi giro e non rispondo come si permette? ma e orgoglioso di esserlo!!!
Se mi offendo vuol dire che io per primo reputo l'essere omosessuale una cosa negativa. Invece se qualcuno mi dice  tu sei frocio e quindi:
ti meno,
non ti servo (come è successo a un cliente di una banca)
sei malato,
sei moralmente disordinato
allora sì che mi offende.
L'offesa non sta nel riscontro dell'omosessualità ma in quel che di negativo ne deriva per chi solleva la constatazione.

Sottigliezze?
Mica tanto.

Perchè se una legge contro l'omofobia intervenisse anche nell'impedire a qualcuno di dare semplicemente del frocio a qualcun altro troverei che lede il diritto di opinione e di libera espressione.
Ben diversamente se, in base alla omosessualità, presunta o vera, di qualcuno, quel qualcuno lo discrimina. Solo allora la legge deve interviene per ristabilire l'equità, come nel caso del bancario che si è rifiutato di servire un cliente (lei è ricchione non la servo).


Al di là del significato che vogliamo dare alla parola omofobia quel che non può passare è che la parola ricchione, frocio, etc etc sia di per sé un'offesa PERCHE' NON LO E' anche se chi la usa lo fa con quella intenzione. 

L'offesa non è nella parola ma nell'intenzione.

Finché continuiamo a percepire la parola ricchione (e tutti glia altri sinonimi) come offensiva di per sé siamo noi i primi omofobi.

Non so a quanti froci sia chiaro il concetto che non si tratta di offesa ma di discriminazione. E da quel che leggo sui siti dedicati non lo è affatto se Gayprider scrive
In questo trionfo di persone arcobaleno poteva mai mancare un omofobo? A questa risposta risponde Mariano Apicella, il quale ha offeso Malgioglio dandogli del ricchione.

So che non lo è per la stampa e per la rete dove tutti parlano indistintamente di offesa e nessuno di discriminazione come fa Vladimir, e come fa Malgioglio stesso che non se l'è presa con Apicella ma con la decisione dei produttori di mandare la clip con quella considerazione omofobica (badate CONSIDERAZIONE non INSULTO).

Tutti infatti titolano così:

Cristiano Malgioglio sbrocca all'Isola dei Famosi, offeso da Apicella (tv blog.it)

Malgioglio offeso infiamma L'Isola dei Famosi (TGcom)

Ieri sera, durante la seconda puntata del reality Malgioglio viene offeso e vuole andarsene dall'Isola (il giornale, nel catenaccio).


Che ne dite anche per voi sentirsi dare del frocio è un'offesa?

5 commenti:

Giacomo ha detto...

Per me è un'offesa! Non perché ritenga che sia offensivo dire a qualcuno che è gay, ma perché appunto esistono parole politicamente corrette per farlo (gay, omosessuale).
Chiamare un omosessuale ricchione o frocio è come chiamare una persona di colore negro o bingo bongo, secondo me.
Però sono d'accordo con la riflessione che fai.

Alessandro Paesano ha detto...

Tu ti sentiresti offeso se ti dessero del negro?

Giacomo ha detto...

Beh, è difficile che succeda! :D Comunque non vedo occasioni in cui una parola del genere possa essere utilizzata in modo non volutamente offensivo e dispregiativo, lo stesso frocio. Cioè, mi sembra insita nella parola la discriminazione! Non sono frocio, finocchio, culattone, busone, sodomita, etc.; sono gay e secondo me usare una parola volgare per definire il mio orientamento sessuale ed affettivo è già un tentativo di sminuirmi. Poi, per carità, è una questione di lana caprina in fondo e sono d'accordo con te che il problema alla base non sia l'utilizzo della parola, ma la mentalità che c'è dietro di questo che per l'appunto ci discrimina (se ho capito bene).

Alessandro Paesano ha detto...

Non hai risposto alla domanda che non era retorica, ma seria.

Se mi danno del ladro, dell'assassino mi offendo perchè le parole ladro e assassino sono oggettivamente negative. Ma finché ci offenderemo perchè ci danno dell'omosessuale o del nero poco importa l'espressione che usano (negro o del frocio) l'omofobia e il razzismo non sono solo in chi usa quelle parole per offenderci ma anche in noi che, nonostante tutto, consideriamo quelle parole offensive di per sé.

Giacomo ha detto...

Continuando col turpiloquio, mi viene in mente l'esempio della parola "troia".
Dal mio punto di vista non c'è niente di male in un comportamento sessuale promiscuo, però chiamare una donna "troia" perché ha fatto sesso con molti uomini mi sembra offensivo perché tradisce la mentalità misogina di chi la pronuncia (è ben difficile trovarne un equivalente per gli uomini, mentre i sinonimi per le donne si sprecano); solo in questo senso ritengo queste parole offensive, quindi non credo di essere omofobo o razzista.

Per quanto riguarda il tuo esempio, non riesco a figurarmelo come non retorico, dal momento che sono bianco e quindi è ben difficile che qualcuno mi creda di colore. Nel caso remoto accadesse, credo lo troverei offensivo. Mettiamo però che qualcuno mi chiamasse terrone (che è più probabile), lo troverei offensivo per i motivi che ho già spiegato, non certo perché abbia dei pregiudizi sui meridionali.