domenica 29 aprile 2012

Valeriano Elfodiluce mi ha risposto. Ancora sul mondo della pornografia secondo il sito gay.it

Valeriano Elfodiluce l'autore dell'articolo Luci e ombre del porno gay: chi rinnega e chi finisce dentro che ho criticato nel post precedente mi ha risposto (su gay.it, non qui...). Ecco il testo.
Adoro quando vengo criticato da persone che evidentemente non hanno di meglio da fare in questo bel sabatoi di aprile che scrivere dei papiri per smontare quello che faccio e ne sono lusingato.
Detto ciò nel mio articolo mi riferivo ai premi http://www.tlavideo.com/
awards/a-3 (è bene informarsi prima di criticare)... Potrei smontare la quasi totalità delle altre critiche (anche se ammetto che ho dei problemi coi refusi e la mancanza di un correttore di bozze si fa sentire), ma ho di meglio da fare. In ogni caso mi auguro che chi mi critica non abbia questo tono acido e questa ansia di smontare quello che dico solo perchè mi schiero contro il porno gay bareback, come mi sembra di cogliere fra le righe. In quel caso lo invito a consultarsi con la LILA (Lega Italiana Lotta AIDS) più vicina - associazione nazionale per la quale faccio l'operatore da anni - per rendersi conto di quanto è statisticamente più rischioso un rapporto anale non protetto di un rapporto vaginale altrettanto non protetto, e di come può essere dannoso promuovere il bareback nel porno gay, dove il rapporto anale è la naturale conclusione di un incontro sessuale e non una trasgressione (come avviene nel porno etero). Detto ciò, se come lui pensate che i miei articoli sono un vuoto pneumatico, vi ricordo che nessuno vi obbliga a leggerli: ci sono modi molto più divertenti per passare le giornate.

Partiamo dal premio  vinto da Lukas Ridgeston. Nel suo articolo Valeriano aveva scritto
proprio in questi giorni si è aggiudicato il prestigioso premio TLA Awards, per gli amici Gaybie.
Gaybie, come ho già scritto, significa "figlio di una coppia omosessuale" e non è dunque il soprannome di nessun premio.
Gabbyes è il nome del premio dato dai produttori dell'industria (e che ho paragonato agli Oscar).
Per il resto nel mio post scrivevo: Quindi non so il nostro di cosa parla...  Ho googleato solo per una decina di minuti. Se trovate il premio cui Valeriano si riferisce fatemi sapere.

Ringrazio Valeriano per aver svelato l'arcano.

Il premio cui si riferiva è il TLAGAY Awards il premio dato dai lettori di un sito che recensisce e vende film porno...

Certo se Valeriano avesse messo un link al sito nel suo articolo sarebbe stato tutto più semplice.

Nel resto della sua risposta il nostro dice che potrebbe smontare tutte le mie critiche ma che non ha tempo di farlo.
 
Poi attacca me, vecchio espediente, non critichi le critiche ma la persona sminuendo la quale sminuisci  anche quelle... Valeriano dice che lo critico perchè lui si è schierato  contro il porno gay bareback.

Evidentemente il mio post è troppo lungo e Valeriano non lo ha letto tutto e ha colto, male, solo una delle critiche che gli faccio e nemmeno la più importante.

La critica fondamentale che gli sollevo è che Valeriano ci propone uno scritto sul mondo del porno gay per riportare varie notie [sic!]  tra di loro scollegate se non per il fatto che riguardano pornattori.


Anche a me capita di fare dei refusi, come si giustifica lui. Io non mi permetto mai di criticare i refusi, e non solo perchè anche nei mie post ce ne sono tanti ma perchè è chiaro che i refusi si fanno perchè nello scrivere si è digitata una lettera di meno o una lettera per un'altra.

Se però crivi Lucas Ridgenstone invece di Lukas Ridgeston non si tratta di refuso  non sai proprio come si scrive il nome.
Ora  non c'è niente di male a non saperlo quello che critico a Valeriano è che non è andato a verificare qual è la grafia corretta, bastava una ricerchina su internet...

Ma ecco che mi sto di nuovo dilungando.


Io non  critico affatto Valeriano perchè si schiera contro il bareback.

Anche perchè Valeriano non si schiera ma si limita a dire
Infatti, mai come ora, è diventato una realtà ricca di luci e ombre. Da una parte, l'aiuto di internet sta contribuendo a "normalizzare" il desiderio omoerotico in tutto il mondo, e dall'altra alcuni video fanno apparire il bareback come una pratica del tutto accettabile.
Insinua, non si schiera. Insinua come fa in tutto l'articolo. Perchè Gay.it è un sito di gossip e il gossip vive di insinuazioni.

Questa è la mia critica principale all'articolo di Valeriano.

Un porno attore viene arrestato per possesso di cocaina? Valeriano insinua che dipenda dalla sua condizione di porno attore.

Un ex porno attore si sucida? Idem

E dopo aver descritto il mondo del porno gay in modo così funesto dice che ad altri ex porno attori va tutto bene come  Lukas che ha addirittura vino un premio.

Se mi sono deciso a scrivere questo post però è per una frase che Valeriano scrive nella sua risposta:
In ogni caso mi auguro che chi mi critica non abbia questo tono acido e questa ansia di smontare quello che dico solo perchè mi schiero contro il porno gay bareback, come mi sembra di cogliere fra le righe. In quel caso lo invito a consultarsi con la LILA (Lega Italiana Lotta AIDS) più vicina - associazione nazionale per la quale faccio l'operatore da anni - per rendersi conto di quanto è statisticamente più rischioso un rapporto anale non protetto di un rapporto vaginale altrettanto non protetto, e di come può essere dannoso promuovere il bareback nel porno gay, dove il rapporto anale è la naturale conclusione di un incontro sessuale e non una trasgressione (come avviene nel porno etero).
I neretti sono miei.

Dunque il rapporto anale tra uomini è la  naturale conclusione di un incontro sessuale.

Una considerazione  maschilista che misura il rapporto sessuale in base alla penetrazione che è una delle pratiche possibili insieme a tante altre non la naturale conclusione.
Quando Valeriano dice che nel rapporto etero è una trasgressione e non la naturale conclusione non solo conferma la centralità della penetrazione ma sta affermando l'esclusività del coito anale tra uomini perchè gli uomini, si sa, non hanno la fica (che è quello che diceva marziale all'incontrario: la donna non ha ano ma doppia fica).

Insomma più maschilista di così...

Ora a parte il maschilismo asserire la superiorità del coito anale  tra uomini (naturale) rispetto a quello tra uomo e donna (trasgressione) è un modo discriminatorio di vedere il rapporto sessuale tra uomini che conferma il luogo comune che vuole che i maschi in presenza di un gay si mettano le mutande di bandone, si mettano un tappo al culo, insomma si proteggano il sacro orifizio là dove è naturale che il rapporto si concluda.

Con buona pace di tutti quelli che non sono interessati al coito anale, cioè al cazzo in culo che non è l'unica cosa che puoi fare con l'ano...

Andiamo avanti.

Questa considerazione Valeriano la fa en passant, cioè insinuando, perchè quello che lui sta cercando di dimostrare è che il coito anale è più pericoloso del coito vaginale per quanto riguarda la trasmissibilità dell'hiv, e che mentre tra uomini lì si arriva, l'uomo che incula la donna  lo fa per trasgressione.

Questo però non spiega come mai anche se nei video etero il sesso non protetto (cioè senza preservativo) è una pratica molto più diffusa che nel porno gay si critica il porno bareback gay ma non quello etero.

Valeriano sta parlando di dati statistici e di Lila, e mi sta redarguendo dicendo che il coito anale - che dal suo discorso è prerogativa del sesso tra uomini - è più pericolo del coito vaginale, che è prerogativa del sesso tra uomo donna.

Questo vorrebbe dire dunque che le donne sono meno infette degli uomini o che i rapporti eterosessuali un viatico statisticamente inferiore a quelli omosessuali.

Secondo il ministero della salute negli ultimi anni (i dati partono dal 1985 e si fermano al 2008) sono proprio i rapporti eterosessuali a essere statisticamente i primi nelle nuove diagnosi di hiv come si evince dal seguente schema


.


Quindi o tutte queste coppie etero usano la trasgressione del coito anale oppure anche il coito vaginale è altrettanto statisticamente rilevante.

Forse se la smettessimo di pensare in termini di cosa è più pericoloso e di quali pratiche sono naturali per quali orientamenti sessuali e quali delle trasgressioni, oggi le coppie etero sarebbero mediamente meno infette perchè meglio informate, come le coppie gay...

Ma Valeriano fa gossip mica informazione...

In ogni caso io non mi sono mai sognato di dire che il sesso bareback non sia pericoloso.

Ho detto che non credo che mostrare sesso bareback nei film porno induca a praticarlo anche nella vita reale che è una delle due correnti di pensiero sull'argomento.

Uno che scrivendo vuole informare riporta entrambe le pozioni e poi dice come la pensa lui.

Ma, di nuovo, Valeriano fa gossip mica informazione.

Quindi preferisce depistare i suoi lettori (tanti) e i miei (pochi) dicendo che io lo critico perchè lui si è schierato contro il sesso bareback nei film porno.

p.s. Oggi è nuvoloso, spero che Valeriano mi autorizzi a scrivere questo post...  







 

sabato 28 aprile 2012

La fuffa degli articoli di gay.it. Il vuoto pneumatico di un pezzo di Valeriano Elfodiluce sul porno gay

Frasi fatte, pensierini da prima media, paragoni privi di qualunque spessore storico sociale, quelli di gay.it non sono articoli, né post, né pezzi, sono il niente, il vuoto pneumatico di chi non sa cosa dire basta che si parli di gay non importa in quali termini.
E' il caso di Luci e ombre del porno gay: chi rinnega e chi finisce dentro di Valeriano Elfodiluce.
Valeriano ci propone uno scritto sul mondo del porno gay per riportare varie notie tra di loro scollegate se non per il fatto che riguardano pornattori. Un fatto di cronaca che in una informazione onesta ed equilibrata non avrebbe richiesto più di tre righe, e, soprattutto nessuno dei suoi giri di parole, la premiazione di un ex pornoattore passato dietro la macchina da presa, e un incidente tecnico che tre minuti di porno gay, trasmessi dal canale gay Hard TV, che ha visto il programma canadese mattutino Morning Live, mandare per sbaglio qualche minuti di un video porno gay.

Il nostro per mettere insieme queste tre notizie non trova niente di meglio che aprire l'articolo così:

Se si dovesse riassumere in un solo aggettivo il mondo del porno gay di oggi probabilmente dovrebbe essere "contraddittorio". Infatti, mai come ora, è diventato una realtà ricca di luci e ombre.
Mi sembra di leggere uno degli incipit dei temi dei mie studenti...
Da una parte, l'aiuto di internet sta contribuendo a "normalizzare" il desiderio omoerotico in tutto il mondo,
certo perchè il sesso così come è presentato nella pornografia è un sesso normalizzante...

e dall'altra alcuni video fanno apparire il bareback come una pratica del tutto accettabile.

Ecco si passa dal dato generale il mondo del porno gay  al dettaglio la pratica bareback (per chi non conoscesse l'inglese o i video porno il bareback, distinzione squisitamente gay, indica il sesso penetrativo senza protezione).
Mentre nel porno etero nonostante l'hiv e le malattie sessualmente trasmissibili non faccia distinzione di sesso od orientamento sessuale i video bareback sono considerati normali e sono pochi i profilattici che si vedono nel mondo del porno gay per un pregiudizio che non ha mai lasciato l'industria pornografica del sesso fra uomini il profilattico è usato molto più spesso.
Anzi Bareback è termine improprio da usare nel porno etero perchè si riferisce al sesso anale non protetto (bare= nudo, come nell'espressione  barefoot "a piedi nudi" e back=dietro) tra uomini. Non che nel porno etero non ci sia il coito anale, tutt'altro, ma per una forma mentis che diffonde, non si sa quanto involontariamente, il pregiudizio che l'hiv sia la peste gay il bareback par excellence è quello tra uomini (forse per via di marziale... non saprei).
Valeriano si limita a citare un nome in inglese senza nemmeno mettere il termine in corsivo (o tra virgolette che graficamente è la stessa cosa) come si dovrebbe fare con ogni parola straniera...
Ci sono porn performers che vivono serenamente la loro condizione,
Quale condizione quella di porno attori o quella di omosessuali?
magari portando avanti relazioni stabili che sfociano in un matrimonio, e ce ne sono altri che vanno in depressione.
Quindi senza dirlo esplicitamente e non si capisce se in base a dati statistico sociologici o partendo solo dal pregiudizio contro il porno Valeriano dice che fare il porno attore rende la vita difficile oppure no si è abbastanza sereni che ci si sposa pure...

Coinvolgendo tanti etero, veri o presunti, il porno gay sta sdoganando i rapporti omosessuali come mai prima d'ora,
Come mai prima d'ora. Tra i primissimi film, dei primi del 900 ci sono anche quelli pornografici e anche quelli tra uomini. Non mi sembra che allora quei film, diffusissimi, avessero sdoganato i rapporti omosessuali.
Più in generale viene difficile comprendere come una rappresentazione costruita anche se presnetata come vera come il sesso pornografico possa sdoganre i rapporti sessuali. Qui per rapporti non può che intendersi il sesso e non mismebra che quel che oggi debba essere sdoganato tra gay lesbiche e bisex sia il sesso. Va sdoganata la sfrera pubblica, quella dove due persone dellos tesso sesso possono manifestare liberamente la propria affettività senza essere derisi, criticati picchiati arrestati o uccisi.
Nessuno vitupera il sesso che quello non pornografico resta nel privato delle camere da letto, non certo nella sfera pubblica.
evidentemente Valeriano appartiene a quella categoria che quando pensa all'omosessualità pensa solo al sesso...

eppure tanti di loro, una volta terminata la carriera nel porno gay, liquidano questa esperienza come un incidente di percorso.
Chi? A chi si riferisce? nel resto dello scritto non se ne fa menzione...
Così anche chi segue costantemente le vicissitudini di questo universo non può fare a meno di rimanere sorpreso dal ritmo serrato con cui si alternano notizie confortanti e deprimenti.
Ecco la conclusione del pippone per mettere insieme notizie diverse accomunate dal fatto di riguardare porno-attori.

Giusto per fare qualche esempio recente:
Ecco finalmente arriviamo alla prima notizia
negli ultimi giorni Nick Gruber, conosciuto nel porno gay come Aron Skyline / Zeke e reso celebre dalla sua frequentazione con lo stilista Calvin Klein, è stato coinvolto in un infelice fatto di cronaca. Infatti è stato arrestato per possesso di cocaina, resistenza a pubblico ufficiale e aggressione ai danni di un amico. L'amico in questione, un certo Calvin Swint, ha però dichiarato che non vuole sporgere denuncia, perchèsa che Nick si trova in un momento di difficoltà, dovuto anche al fatto che la sua relazione con Calvin Klein si è conclusa senza appello quattro mesi fa. Evidentemente Nick Gruber si trova in un momento di confusione, dovuto anche alla sua incapacità di gestire una situazione più grande di lui, e probabilmente ora dovrà capire come riprendere il controllo della sua vita. Eppure, per un ragazzo che è finito nei guai,
Adesso non mi sembra che questo ragazzo sia finito nei guai perchè è stato un porno attore. E nemmeno perchè sia gay. Mi sembra che di cocainomani che aggrediscono persone ne sia pieno il mondo dello spettacolo e non, degli attori, porno o meno, e non... Insomma. La notizia che un ex porno-attore è stato arrestato per possesso e consumo di droga diventa nella penna di Valeriano un pippone nel quale si dice che il porno sdogana i rapporti gay...
Poi, con un lessico da parrocchiano il nostro continua:
ce ne sono altri che nel porno gay hanno trovato la strada della loro vita.
Dunque alcuni del porno gay si perdono e diventano cocainomani altri invece vi trovano la propria strada. In realtà è un altro pipone per cambiare genere di notizia.

Probabilmente molti di voi ricordano l'ex porn performer
quanto ce piace fa finta di saper parlare inglese quando poi non si sa nemmeno scrivere in italiano...
simbolo della Bel Ami, quel Lucas Ridgestone che con i suoi occhi azzurri e il suo sorriso intrigante ha contribuito a rivoluzionare il porno gay negli anni '90.
Veramente il suo nome d'arte corretto è Lukas Ridgeston basta controllare su internet... ma, si sa, internet contribuisce a normalizzare" il desiderio omoerotico in tutto il mondo, mica a verificare l'esatta grafia di un nome straniero...

Ebbene, conclusa la sua esperienza come porn performer
nel 2005
non solo non ha rinnegato la sua carriera,
perchè, avrebbe dovuto?
ma è passato nello staff della Bel Ami come regista,
cameraman e montatore (ehm), in film fatti apposta per internet (che, in questo, ha contribuito a modificare la fruizione del porno con dei film di breve durata, scaricabili dalla rete e non acquistabili in dvd... Video metacinematografici, che non nasocndono più il processo della realizzazione del video.
In questo senso si parla di porn performer e non più di attori.
Oggi non si finge più di non essere ripresi come nel porno classico dove tutto accade come se non ci fossero telecamere. Oggi si fa sesso per la rete e si presentano i ragazzi come perfomer del sesso. caratteristica per la quale la Bel Ami si è smepre distinta... MA Valeriano che ne sa?
e proprio in questi giorni si è aggiudicato il prestigioso premio TLA Awards, per gli amici Gaybie, come regista dell'anno.
E qui il nsotro dà i numeri.

Il premio di cui parla non si chiama TLA awards che è un premio dato a persone e associazioni che contribuiscono alla causa dei bibliotecari nel Texas... (ehm)... e nemmeno gaybie termine che indica il figlio di una coppia gay, (a ri ehm...) bensì il Grabby Awards detto The Grabbys che sono gli "oscar" dell'industria pornografica gay che si svolgono ogni anno a Chicago (il paragone è improprio, ma è tanto per farvi capire).

In ogni caso Lukas non ha vinto il Grabbyes 2011 come migliore regista lo ha vinto invece Tony DiMarco per Brutal 1 & 2 della Raging Stallion Studios (fonte Gabbyes.com).
E non è nemmeno tra i nominati nella categoria migliore regista per il 2012 (la premiazione si svolge a fine maggio...).

Quindi non so il nostro di cosa parla... 
Ho googleato solo per una decina di minuti.

Se trovate il premio cui Valeriano si riferisce fatemi sapere.

Ah, già. Valeriano. Ecco come prosegue il suo scritto.

Oltretutto è un vero peccato che non abbia in progetto di tornare a darsi da fare come performer: è invecchiato benissimo e sicuramente anche nei video per amanti degli over 30 farebbe strage di cuori.
Peccato che la bel ami sia specializzata in attori giovanissimi tra i 18 e i 25 anni...
E passiamo alla terza notizia.
Un altro regista e produttore che è partito facendo il porn performer, e che negli ultimi giorni è stato protagonista di un involontario lancio pubblicitario è Michael Lucas.

Infatti i tre minuti di porno gay, trasmessi dal canale gay Hard TV, che si sono sovrapposti per errore al rotocalco mattutino Morning Live, la versione canadese di Mattino 5 e Uno Mattina, arrivavano proprio dal suo recente film After Hours. Tuttavia, invece di cogliere l'occasione per promuoversi, Michael Lucas ha dedicato il suo ultimo intervento sulle pagine dedicate al mondo gay dell'Huffington Post alla memoria di Dror Barak/Roman Ragazzi, l'ex porn performer che si è suicidato recentemente: un ragazzo
aveva 38 anni...
dalla vita difficile e con un'infanzia di abusi alle spalle
ed era un impiegato presso il consolato israeliano alle Nazioni Unite a New York,  alla faccia della vita difficile!!!
per cui Michael Lucas ha invocato rispetto dopo la valanga di commenti moraleggianti che hanno seguito la notizia della sua scomparsa.
Beh caro Valeriano anche i tuoi di commenti moraleggianti, scusa... ai letto il titolo del tuo scritto?

Se poi si volessero considerare le contraddizioni del porno gay a livello globale
che vuol dire verbigrazia in italiano le contraddizioni del porno gay a livello globale?
potrebbe essere interessante notare che mentre la Bel Ami ha aperto le porte al bareback
da anni ormai...
e ha deciso di girare il suo prossimo film sull'isola di Bali, proprio in oriente due nazioni si sono gemellate per promuovere il sesso sicuro. Infatti alcuni gay porn performers giapponesi, come Koh Masaki e Kong, hanno iniziato un tour nei locali gay di Taiwan, in collaborazione con la Taiwan AIDS Foundation, proprio per promuovere l'uso del profilattico.
Sulla storia del bareback nel porno ci sono due scuole di pensiero. Quelli che pensano sia diseducativa perchè suggerisce di fare sesso non protetto nella vita reale e chi pensa invece che essendo storie di fantasia non inducano direttamente al sesso non protetto.
A me piace il porno bareback. Trovo fastidiosi i film dove si usa il profilattico perchè non ti anno mai vedere il loro uso. si fa tutto senza e poi un secondo prima della penetrazione MAGIA! compare il profilattico, già calzato (si dirà?). Insomma non mi pare proprio il massimo della sensibilizzazione a usare il condom...

In ogni caso qualunque sia la sua opinione fosse una persona che vuole davvero informare i suoi lettori avrebbe dovuto inquadrare la questione del bareback citando tutti i termini della questione ... Ma, si sa, in Italia nessuno fa informazione, nemmeno i blogger, con qualche eccezione (e non sto parlando di me...)

Evidentemente anche il mondo del porno gay è bello perchè è vario,
ecco, nemmeno mia nonna sarebbe stata così banale!
anche se è molto difficile capire dove potranno condurlo dei contrasti così estremi.
I contrasti così estremi sono tutti nella mente di Valeriano che ci importuna con informazioni sbagliate e articoli inconsistenti.

MA BASTA!!!!

lunedì 23 aprile 2012

Un'altra vittima del bullismo omofobico. Kenneth JAson Weishuhn morire a 14 anni per omofobia.



Kenneth James Weishuhn Jr. di 14 anni, Iowa, fa coming out, e i compagni di classe della South O'Brien High School lo sfottono, gli mandano minacce di morte via sms e organizzano un gruppo di odio su facebook.


Alla madre Jeannie aveva detto "Mamma, tu non sai come ci si sente ad essere odiati".
Kenneth JAmes si è tolto la vita il 15 Aprile scorso.
"Chi gli era stato amico gli si è rivoltato contro, ha detto sua sorella a KTIV "un sacco di gente si sono uniti a chi lo prendeva in giro o hanno avuto troppa paura per dire qualcosa" 
Il bullismo omofobico torna ad uccidere.
E pensare c'è chi gioisce nell'apprendere che gli omofobi sarebbero in realtà dei gay repressi. 
Davvero? E' colpa nostra? E' solo una questione tra froci velati e non? 
Smettiamola di pensare cazzate e facciamo sentire la nostra protesta.
Diciamo NO al bullismo omofobico.
Diciamo NO alle discriminazioni.

Vi prego lasciate un vostro commento, un vostro pensiero.
Per me. E per Kenneth James.


domenica 22 aprile 2012

Cody Cummings il gay for pay l'ignoranza della lingua italiana e la nuova rivoluzione sessuale secondo Gay.it, ovvero le ecolalie non finiscono mai

Mi capita di leggere un articolo di Valeriano Elfodiluce pubblicato su Gay.it nel quale si parla del complesso mondo dei gay-for-pay e del porno amatoriale come recita il titolo.

L'articolo in realtà lungi dall'affrontare l'argomento si sofferma sulla recente dichiarazione del gay-for-pay Cody Cummings che ha annunciato di ritirarsi dalle scene del porno su internet dopo aver lasciato a bocca asciutta i suoi fan: nessun video con un rapporto completo.  
Cody Cummings con i ragazzi non è mai riuscito ad andare oltre al bacio e al subire rapporti orali, al limite facendo da spettatore ai rapporti altrui, e adesso che ha annunciato il suo ritiro dal mondo del porno gay probabilmente lascerà molti ammiratori con l'amaro in bocca.

A parte l'infelice metafora visto che si parla di rapporti orali, la solita aria da pettegolezzo spinto che distingue editorialmente il sito gay.it fa soffermare l'autore di questo articolo più sui dettagli che sulla sostanza così Valeriano invece di raccontarci degli inizi, del successo e del declino (a quanto pare) del porno attore fa commenti del genere:
Era ancora credibile un sito incentrato su un gay for pay che, di fatto, non era mai stato gay for pay fino in fondo?
Fino in fondo...
Siamo ancora alla classica distinzione patriarcal maschilista che se non c'è sesso penetrativo non c'è vero sesso o non si sta facendo sesso fino in fondo (ed ecco che il modo di dire diventa involontariamente allusivo).

Quarantanni di femminismo e di movimento gay non sono riusciti a sradicare questa convinzione assurda che il "vero sesso" sia solamente quello penetrativo, guarda caso quello sotto il quale è sussunta tutta la sessualità gay modo di vedere che ancora oggi conia nuovi sinonimi di frocio (uno degli ultimi da me sentiti in classe è denocciolato. Se non ci arrivate ve lo spiego a fine post).

Insomma nonostante  Valeriano Elfodiluce si chieda se siamo alle soglie di una nuova rivoluzione sessuale il punto di vista dal quale classifica e giudica il comportamento sessuale di Cummings è alquanto tradizionale e maschilista e patriarcale.

la recente esplosione del porno gay amatoriale e semiamatoriale su internet (...) sta mettendo in luce una certa dimensione ludica del sesso gay, che fino a qualche anno fa era del tutto assente. Anche in questo caso è molto difficile stabilire quanto sia costruito e quanto sia frutto della spontaneità dei performers, ma la sensazione è che i rapporti omosessuali siano vissuti sempre più spesso come una specie di gioco, o magari come una prova di resistenza, anche e soprattutto da chi non è omosessuale al 100%.
A questo punto, quindi, il nocciolo della questione non sarebbe più l'orientamento di un porn performers, ma il suo approccio all'omosessualità e alla sessualità in genere. Se così fosse la nuova pornografia gay promossa da internet potrebbe segnalare, e in parte promuovere, un cambiamento abbastanza radicale nella percezione dell'omosessualità maschile e del tipo di rapporti sessuali a cui viene tradizionalmente associata.
Peccato che la percezione dell'omosessualità maschile e del tipo di rapporti sessuali a cui viene tradizionalmente associata che secondo Valeriano Elfodiluce dovrebbe subire un cambiamento profondo grazie alla nuova pornografia su internet sia contraddetta, distrutta, spazzata via, senza rendersene nemmeno conto, dalle sue stesse parole.

Se non si fa sesso non penetrativo con un altro uomo non si  è gay al 100%, non si è gay fino in fondo e se si subisce (ha proprio usato questo verbo) un rapporti orali e basta si lascia i fan con l'amaro in bocca...

Il nostro a un certo punto si lascia scappare uno svarione molto destrorso e pericoloso:
aumentano i casi di ragazzi che, pur dichiarandosi etero, non si fanno altrettanti problemi ad esplorare la propria sessualità. In effetti è sempre più difficile capire quanti di questi ragazzi si presentano come etero solo per essere più intriganti, quanti sono bisessuali e quanti, effettivamente, sono etero disposti a divertirsi con altri ragazzi sotto compenso.
Ecco la distinzione tra un bisessuale e un  etero disposti a divertirsi con altri ragazzi sotto compenso francamente mi sfugge...
Sicuramente ogni persona è un caso a sè, e quando c'è di mezzo la sessualità non è semplice stabilire dei confini sicuri, anche se, come testimonia il caso di Cody Cummings, chi si sente davvero etero al 100% difficilmente riuscirà a dare il meglio di sè in un rapporto gay.
I neretti sono nel testo e non miei.

Adesso a parte gli errori di grammatica e ortografia (la s nel plurale dei nomi stranieri, l'accento grave e non acuto di ) quel che qui fa orrore è la terminologia di Valeriano.
Chi si sente davvero etero al 100%.
Sentirsi etero. Io mi posso cioè percepire, definire, farmi definire e farmi percepire come etero anche se faccio sesso con uomini (per un video porno per il quale vengo pagato o nella vita reale).
Qui entriamo nel campo minato delle definizioni d'orientamento sessuale.
Cosa descrivono le parole? Comportamenti o emozioni? Il solo sesso o i sentimenti?
In ogni caso se sono un etero al 100% come posso a fare sesso con altri uomini?
E se faccio sesso con altri uomini perchè per dare il meglio di me stesso devo fare del sesso penetrativo?
E se se non faccio sesso penetrativo vuol dire che sono meno gay o meno etero?

Insomma Valeriano rimette sul tavolo presupposti, pregiudizi patriarcali senza nemmeno rendersene conto affrontando, male, una questione facilmente risolvibile.

Che andare a letto con una persona del tuo stesso sesso non faccia di te un omosessuale lo diceva già Kinsey quasi 70 anni fa e diceva pure che gli etero al 100% come i gay al 100% siano due rarità.

Quel che sfugge a Valeriano è che la sessualità del porno non è mai reale ma sempre rappresentazione. Che costruisce un immaginario collettivo e, anche, un codice comportamentale molto più rigido e impermeabile di quello della sessualità vera e concreta e che per cogliere il nuovo nel modo di fare sesso bisogna fare analisi sociologiche sulle persone non nel sesso performativo dei video porno che sono finti dalla prima all'ultima inquadratura.
Non che dai film porno non si possano desumere ideologie o indicazioni di comportamento ma vanno considerate per quel che sono ricostruzioni mediatiche e non lacerti di vita vera.

lunedì 16 aprile 2012

Ma un milintante si informa, e informa, sempre. Ancora sulla notizia delle origini dell'omofobia.


Sorprende la risposta collettiva che Andrea Contieri ha dato, nei commenti del suo post sul sito del Mario Mieli, alle osservazioni mie e di Guido Allegrezza, post nel quale commenta la notizia che secondo alcuni studi scientifici gli omofobi sono in realtà omosessuali repressi.


Andrea apre il suo commento con questa premessa :
Ovviamente c’è una ricerca con (si spera per le università che l’hanno finanziata e condotta!) una relazione dettagliata sui presupposti, sugli obiettivi e sui risultati della stessa. Poi c’è la sintesi giornalistica. E poi ancora c’è un livello successivo che è il commento alla sintesi giornalistica. La prima, se interessa approfondire, la si trova sicuramente sui siti e nei documenti prodotti dalle università e delle persone che stanno conducendo la ricerca; la seconda la si trova sui giornali ed il terzo lo si può trovare su un blog come questo.
Quindi quello che Andrea ammette è che la sua opinione è di terza mano.

Se capisco bene per esprimere la sua opinione non solo non si è letto il lavoro originale ma non ha nemmeno verificatole le fonti di chi ha riportato la notizia in Italia dove, presumo, si è informato lui, ma questo non gli ha impedito di scrivere (nel post, non nel commento di risposta)

ma c’era veramente bisogno di scomodare due università e fior di psicologi per stabilire in maniera rigorosa e scientifica quello di cui ormai, con ogni probabilità, la maggior parte delle persone gay e lesbiche si rende conto non appena ha serenamente accettato il proprio orientamento?
Evidentemente quel che interessa nel post ad Andrea non è riportare la notizia ma constatare come quello che pensa lui, cioè che gli omofobi sono froci repressi, e che pretende sia pensiero condiviso dalla maggior parte degli altri gay, ora lo dice anche al scienza...

Nel suo post Andrea anche se cita direttamente uno dei relatori di uno dei due studi non ce ne dà fonte alcuna. Nemmeno il link dove ha trovato la citazione che lui riporta che presumo, in attesa di eventuali smentite, non è la sua traduzione dall'articolo originale ma una citazione di seconda mano tratta da qualche sito o blog italiani.

Per trasparenza le proprie fonti, dove hai letto lui notizia, se reperibili e linkabili, si dovrebbero dare sempre.

Il non farlo implica un tacito fidatemi di me e della mia precisione.

Però quando gli si fa notare che nel suo post ci sono ragionamenti discutibili Andrea risponde che se vogliamo possiamo leggerci noi gli articoli originari e che il suo è un post su un sito e non su una testata giornalistica.

Non entro in merito, come non l’ho fatto in alcuni post precedenti che pure l’avrebbero richiesto, alle buone pratiche di convivenza civile su internet come ad esempio l’opportunità, quando si commenta un post sul blog che ricordo peraltro essere ben diverso da una testata giornalistica, di commentare e, se lo si ritiene opportuno, attaccare e contestare anche ferocemente i contenuti ma non la persona. Sempre che l’obiettivo che c’è dietro il commento sia confrontarsi e non semplicemente litigare.
I neretti sono miei.

Insomma se io rompo le scatole non è per piglio polemico o pignolo ma perchè voglio litigare, che è sempre un modo per sminuire la persona non avendo modo, o non avendo voglia, di entrare nel merito delle mie osservazioni critiche giuste o sbagliate che siano.
 
Trovo discutibile e anche un po' naif questa giustificazione che la serietà e l'attendibilità di quanto andiamo scrivendo su un blog  possa cioè essere minore o, detto in altro modo, non si possa pretendere abbia gli stessi standard di quelli di una testata giornalistica.

In primo luogo perchè gli standard delle testate giornalistiche online sono già di per loro infimi e poi perchè sembra quasi una ammissione di incompetenza.

Sarà che quando scrivo un post mi prendo sempre la responsabilità di quel che scrivo e se scrivo una cazzata, per quanto possa essermi difficile ammetterlo, non addurrò mai come attenuante il fatto che scrivo su un blog e non su una testata giornalistica.

Per esempio nel mio post precedente ho scritto che le università in cui sono state effettuate le ricerche sono due, e invece sono tre...

Provo sempre ad essere preciso e completo in quel che scrivo. Provarci non significa naturalmente che ogni volta ci riesco, come ho appena rilevato, tutt'altro, ma in quel caso, beh... errore mio!
Non dirò mica che il mio è solo un blog non una testata giornalistica e quindi l'imprecisione è in parte giustificata...

L'assunto centrale delle ricerche, che Andrea trova lapalissiano al punto di dare per scontato che sia pensiero comune e diffuso e che Andrea ribadisce nel commento di risposta è che 
L’omofobia non è innata: i bambini quando vedono due ragazzi o due ragazze mano nella mano o baciarsi non sono scandalizzati. Ovviamente fanno domande agli adulti come le fanno su diecimila altre cose. È nella risposta che a quel punto gli adulti danno che nasche il problema. Ed il 90% delle volte quegli adulti sono i familiari ed in particolar modo i genitori del bambino. Gli stessi a cui nessuno ha mai detto che avrebbero potuto avere una figlia o un figlio lesbica, gay, trans, intersessuale come eterosessuale. Gli stessi che, senza neanche accorgersene (“Ti comporti come una femminuccia!” “Lascia i giochi di tua sorella!” “Queste cose le fanno solo i maschietti!”) creano tutta un’impalcatura di false certezze e pregiudizi tali che quando poi la persona, crescendo, scopre di avere un'orientamento o un’identità diverse da quelle che vengono date per scontate, va in crisi. Una crisi che non è assolutamente detto che che volga in positivo (omosessualità egosintonica).
Si passa cioè dal fatto che tutti cresciamo in un clima di omofobia al fatto che gli omofobi sono gli omosessuali repressi.

Nel post Contieri scrive:
le persone più portate ad aggredire verbalmente e fisicamente lesbiche e gay sono coloro che non hanno potuto vivere liberamente il proprio orientamento sessuale e provengono da una famiglia in cui non è stato permesso loro di vivere come avrebbero voluto la loro sessualità.
A me manca un passaggio, a voi no?

Proviamo a pensare alle altre avversioni.
Sei anticomunista? In realtà sei un comunista represso. Se vegetariano? Te la prendi con chi mangia carne? In realtà nascondi a te stesso una repressa voglia di bistecca.

E' un ragionamento così assurdo appena lo spostiamo dall'aspetto sessuale perchè lì vale morbosamente l'idea che chi disprezza compra.

E certi froci hanno evidentemente piacere a pensare che chi li odia tanto ha la stessa voglia di cazzo di loro...

Come ho esordito nel mio post precedente bisogna intendersi sul significato della parola omofobia,   perchè a rimanere al significato così come la parola è stata costruita omofobia dovrebbe significare paura e avversione irrazionali (=senza motivo) per le persone omosessuali.
Mentre fra militanti si usa omofobia col significato di persone che avversano le persone omosessuali con comportamenti discriminatori e/o violenti.

Anche Andrea sembra essere d'accordo con questa definizione quando nel commento di risposta dice

Infine su “che cos’è l’omofobia” son sicurissimo di non dover spiegare a qualcuno con cui ho condiviso un percorso che peraltro nasceva proprio da un violento episodio di omofobia che quando parlo di omofobia non sto parlando solamente di chi ti insegue col coltello o col collo di bottiglia. E questo, al di là delle semplificazioni giornalistiche o alle manipolazioni politiche d’opportunità, spero e credo sia una cosa che ci trovi tutti abbastanza d’accordo.
L'episodio cui fa riferimento Andrea è l'aggressione di fine agosto del 2009 ai danni di due ragazzi Gay Village, per mano di Svastichella che ha accoltellato uno dei due al ventre.

Se Svastichella fosse omofobo perchè gay represso e non perchè scientemente politicamente moralmente contrario all'omosessualità al punto tale da metter mano al coltello per me andrebbe curato e non messo in galera.
Anche se non si arriva a un atto così violento ma si è comunque contrari all'emancipazione delle persone omosessuali...

Per tacere della transfobia. Anche quando i giornalisti continuano a insistere sul sesso biologico e non quello di arrivo delle persone trans, evidente atto transfobico e non errore, perchè sono ANNI che lo andiamo criticando, vuol dire che, nel profondo fondo, questi transfobici sono trans repressi?
Suvvia, un po' di serietà...

D'altronde se io sono avverso all'omosessualità perchè penso che gli omosessuali sono malati moralmente disordinati sessuomani etc etc come imparo dalla società (e non solo dalla famiglia come pretendono le ricerche e come la pensa anche Andrea) sto danneggiando altre persone in base a un mio pregiudizio e non rispondendo a un impulso irrazionale e irresistibile come chi, per esempio, uccide un ragno perchè aracnofobo.

Ma cosa dicono davvero i due studi citati da Contieri?


Nel sito dell'università di Rochester c'è un articolo dal titolo

Is Some Homophobia Self-phobia? nel quale si dice che

L'omofobia è più pronunciata negli individui con una inconsapevole attrazione per lo stesso sesso e che sono cresciuti con genitori autoritari che hanno proibito questo tipo di desideri lo dimostra una serie di studi psicologici.
Lo studio, continua l'articolo
è il primo a documentare il ruolo che l'educazione genitoriale e l'orientamento sessuale hanno nel formare una intensa e viscerale paura  dell'omosessualità incluse le prorie attidutini.
La traduzione dall'inglese è mia.

Ecco l'equivoco!

Lo studio prende la parola omofobia alla lettera e non spiega l'avversione cosciente, attiva, politica, morale, religiosa, contro l'omosessualità ma  una intensa e viscerale paura  dell'omosessualità.

Un conto è spiegare il motivo di una avversione irrazionale e incontrollabile che, dice lo studio avviene CON MAGGIORE INTENSITA' e non principalmente  come pensa Andrea  e come riportano molti siti italiani  e non, in chi è vittima della repressione discriminatoria e reprime la propria omosessualità.

Un conto è dire che dietro la discriminatoria contro le persone omosessuali c'è l'omosessualità repressa.
Nel primo caso si spiega un impulso violento inconscio in seguito a una repressione nel secondo caso si esprime un giudizio di valore sul pensiero delle persone omofobe dicendo che sono froci (repressi) anche loro Come dire è inutile che spalate merda sull'omosessualità, perchè anche voi siete fatti della stessa merda.
Una affermazione che, per me è omofobica, perchè usa l'omosessualità in un insinuante senso negativo se odi tanto i froci è perchè in fondo lo sei anche tu...

Quasi una giustificazione che invece di aumentare il biasimo contro l'omofobia e le persone omofobe almeno in parte la giustifica.

E pensare che Andrea è convinto che

Evidentemente, al di là el disaccordo su questo o quel tema, il nostro “lavoro” non lo facciamo poi così male.
Uno sguardo agli articoli originali avrebbe chiarito l'equivoco sulle diverse accezioni del termine omofobia...

Ma si sa Andrea scrive su un blog non su una testata giornalistica.

Quindi se scrive delle imprecisioni cazzate poco male.

Certo  Andrea è in buona compagnia e ci sono testate giornalistiche che arrivano a fare la sua stessa semplificazione.

Ma di questo e di altre amenità scritte nei report originali degli studi parleremo in un prossimo post.


sabato 14 aprile 2012

Di che cosa parliamo quando parliamo di omofobia

Sarà che la parola non ha avuto un conio felice perchè è costruita sulla radice fobia che è una paura e una repulsione irrazionale e ingiustificata.

Nel caso dell'omofobia invece la parola non indica la paura irrazionale ma l'avversione tutt'altro che irrazionale. Infatti i cosiddetti omofobi spiegano bene perchè avversano l'omosessualità:
è un disordine morale, un comportamento contro natura, una malattia causata da traumi, etc. come ognuno ben sa.

Un omofobo e, per esempio, un aracnofobo non hanno nulla in comune perchè il primo avversa razionalmente e intenzionalmente le persone omosessuali anche se a molti (omosessuali e non) è difficile capirne il perchè, mentre il secondo è vittima di una paura e una repulsione irrazionali che vanno al di là della sua opinione, mentalità religione politica etc.

Insomma con omofobia si intende la discriminazione volontaria, l'intenzione di farlo, delle persone omosessuali.

Pensare A me i gay fanno schifo non basta a fare di chi lo pensa un omofobo.
Si diventa omofobi quando, partendo da questa considerazione, si decide di discriminano le perosne omosessuali:
a me i gay fanno schifo e quindi:
fanno bene a picchiarli,
vanno uccisi,
vanno curati,
non possono sposarsi perchè sono immorali,
ecco cosa ti rende omofobo.

Questa distinzione, più sottile della precedente, mette a tacere chi, in nome del garantismo democratico, critica gli interventi anti-omofobici accusandoli di censurare il diritto inalienabile di parola.
Tu puoi anche pensare che i gay fanno schifo ma devi tenertelo per te. O meglio puoi anche dirlo finché questa tua affermazione non contribuisce ad alimentare la discriminazione già esistente.

Sembra strano dover spendere tutte queste parole per spiegare qualcosa che, almeno per noi persone omosessuali, dovrebbe essere chiaro.
Così non è  perchè quando capita che qualche scienziato dica di aver trovato la causa dell'omofobia militanti e attivisti di associazioni di omosessuali scrivono sciocchezze senza nemmeno rendersene conto (ma forse sì).

Questa volta la causa è stata individuata da due ricerche diverse una dell'università di Rochester, Essex, Gran Bretagna e l'altra dall'Università di Santa Barbara in California secondo le quali , così come la notizia è riportata dai siti e quotidiani italiani gli omofobi sono omosessuali repressi.
Una banalità, un luogo comune, tanto che Andrea Contieri, in un post sul sito del Mario Mieli, si chiede, dopo aver spiegato nei dettagli questi  nuovi studi,
ma c’era veramente bisogno di scomodare due università e fior di psicologi per stabilire in maniera rigorosa e scientifica quello di cui ormai, con ogni probabilità, la maggior parte delle persone gay e lesbiche si rende conto non appena ha serenamente accettato il proprio orientamento?
Glissiamo sull'affermazione presuntuosa di Contieri che vuole attribuire quello che evidentemente è un suo pensiero all'universo mondo e vediamo cosa dicono queste due ricerche.
Secondo questi due studi, così come li riporta Contieri 
le persone più portate ad aggredire verbalmente e fisicamente lesbiche e gay sono coloro che non hanno potuto vivere liberamente il proprio orientamento sessuale e provengono da una famiglia in cui non è stato permesso loro di vivere come avrebbero voluto la loro sessualità.
Semplice no? Papa Ratziger, Scilipoti, Militia Christi,  Giovanardi, so tutti froci repressi.

Non so voi ma io trovo questa affermazione deresponsabilizzante. Perchè se è vero che chi è omofobo lo è perchè è un frocio represso non posso ritenerlo responsabile delle sue azioni così come non posso farlo, secondo alcuni neuroscienziati, per esempio di un delinquenete incallito che è delinquente perchè così gli è stato programmato il cervello prima ancora della nascita...

Secondo questi studi, prosegue Contieri,  ad un certo punto della vita degli omofobi
queste persone si sarebbero trovate ad un bivio: affermare serenamente il proprio orientamento sessuale e perdere i propri affetti e l’approvazione della società o, al contrario,  rinunciare di fatto alla propria piena realizzazione assecondando l’autoritarismo dei genitori e le imposizioni dell’ambiente in cui sono cresciuti.
Dunque  gli omofobi odiano gli omosessuali...
...perché ricordano loro quella parte di sé alla quale hanno dovuto rinunciare.
Ma perchè gli omofobi hanno dovuto rinunciare alla propria omosessualità? Perchè
la loro avversione nasce e cresce durante l’infanzia e si sviluppa nell’adolescenza all’interno della famiglia d’origine ed a partire dall’educazione sessuale che ricevono all’interno della stessa.
A parte il fatto che nell'equazione manca la società, la scuola, la chiesa, i media, che contribuiscono allo stigma oltre la famiglia, transeat, in ogni caso questa spiegazione della causa dell'omofobia non spiega nulla perchè mette tra le cause la repressione indotta dall'omofobia stessa.
L'omofobia è causata dalla repressione del proprio orientamento sessuale, repressione alla quale si è indotti dall'avversione che nella società e in famiglia si ha di quell'orientamento sessuale cioè da un comportamento omofobo, quindi l'omofobia è causata da se stessa!
Bella causa circolare!
Invece di studiare come si diventi tutti omofobi perchè tutti cresciuti nello stesso clima omofobico si dispensa l'omofobia dall'essere causata da una radice di odio e discriminazione e se ne individuano le cause nella propria omosessualità repressa.
Una bella inversione di prospettiva non c'è che dire!

19 anni fa in quel capolavoro di film di Johnathan Demme Philadelphia Denzel Washington dà una spiegazione dell'omofobia molto più vera e profonda di questa tautologia priva di significato.



Non bisogna essere froci repressi per essere omofobi.
Tutti possiamo esserlo basta vedere come ci hanno educato. Certo se mi scopro frocio posso anche decidere di nasconderlo per paura (a causa della diffusa omofobia) e fare finta di odiare i froci perchè così spero di dissimulare la mia omosessualità, ma questo non fa di tutti gli omofobi dei froci repressi. E nemmeno la maggioranza.

Anche perchè se così fosse sarebbero le prime vittime dell'omofobia e allora l'omofobia dovremmo perdonarla e non combatterla.





mercoledì 11 aprile 2012

Una risposta a Claudia Biancotti: ego-distonico non è un insulto, ma il suo articolo sì!


Mi scrive Claudia Biancotti, chiedendomi un parere su un articolo di approfondimento che ha scritto sul sito Libertiamo dal titolo ‘Egodistonico’ non è un insulto, cari conformisti del sessualmente corretto nel quale cita anche il mio post.

Nell'articolo Biancotti spiega il significato della parola ego-distonica definendolo come tutto ciò che comporta una seria frattura interiore, un profondo disaccordo con se stessi, che predispone la persona omosessuale a mettere in atto comportamenti autolesionisti in senso fisico o psichico per punirsi. 

Così mentre l'icd 10 a differenza dell'icd 9 che riconosceva alla sola omosessualità la possibilità  ego-distonica (senza spiegarne le cause) ipostatizza una ego-distonia di orientamento sessuale  riconoscendo dunque anche una eterosessualità e una bisessualità ego-distoniche, sembra che Biancotti accusi l'idc10 di essere politicamente corretto e di voler ripristinare  l'ego-distonia per la sola omosessualità dell'icd 9

Biancotti non parla mai di eterosessuali che non si accettano tranne un breve cenno mentre spiega che cosa non è l'ego-distonia:
Va al di là dell’occasionale momento di sprezzo di sé che hanno in tanti, eterosessuali o gay, e anche al di là dell’imbarazzo e della paura che affliggono molti omosessuali costretti a vivere in ambienti intolleranti. È una condizione indicata come patologica in quanto comporta rischi gravi, come l’isolamento volontario, la scelta di stili di vita dannosi, il suicidio.
Dopo ha parole solo per l'omosessualità 

stiamo parlando di una donna che si sente impura e indegna perché lesbica e coltiva fantasie autodistruttive nel segreto, di un giovane che si vergogna tanto della propria preferenza affettiva da impiccarsi. Si tratta quindi di una condizione che ha un posto del tutto legittimo in una lista di patologie

E dopo aver sottolineato la legittimità di curare questa ego-distonia  distingue fra due diversi esiti possibili.

Esistono al mondo persone autenticamente omosessuali che soffrono perché interiorizzano profondamente una condanna familiare o sociale; per loro l’obiettivo sarà liberarsi degli effetti deleteri di quest’ultima. Ne esistono anche altre che invece mettono in atto comportamenti omosessuali per reazione ad esperienze traumatiche; magari hanno subito abusi, magari hanno vissuto rapporti emotivamente difficili con figure di riferimento maschili. Per loro, un approfondimento del problema potrebbe condurre a provare attrazione per l’altro sesso.
Noto qui che Biancotti cade nel solito dualismo aristotelico per cui O si p etero O si è gay tertium non datur, mentre esiste la bisessualità, riconosciuta nello stesso icd 10 come una delle tre possibilità di orientamento sessuale. 


Distinguere all'interno dell'omosessualità ego-distonica una omosessualità autentica che va difesa dallo stigma della società che ne è la causa, e una omosessualità traumatica dalla quale allontanarsi per ripristinare l'eterosessualità pregressa nasconde il solito pregiudizio che considera l'eterosessualità l'opzione naturale e l'omosessualità un accidente.

Se ci si chiede l'origine dell'omosessualità bisognerebbe chiedersi anche dell'origine dell'eterosessualità, diceva Freud...

Mi chiedo con Freud se valga anche il discorso speculare se si possa dire cioè che accanto a persone autenticamente eterosessuali esistano persone che mettono in atto comportamenti eterosessuali per reazione ad esperienze traumatiche.

Non si tratta di una questione che riguarda il politicamente corretto (cioè usare certe parole piuttosto che altre, senza per questo cambiare la sostanza del problema), si tratta invece di questioni di sostanza. Biancotti vede eterosessualità e omosessualità in maniera non speculare dove l'eterosessualità è più normale dell'omosessualità.

E qui che Biancotti legittima surretiziamente le teorie riparative secondo le quali, senza alcuna base scientifica*, l'orientamento sessuale si può cambiare e dall'omosessualità si può guarire.

Così sembra pensarla anche Biancotti

Un omosessuale egodistonico che affronta con successo un percorso di psicoterapia può uscirne in due modi ugualmente virtuosi: omosessuale egosintonico, eterosessuale egosintonico.
Il risultato dipenderà dai motivi della sua attrazione per persone dello stesso sesso e da quelli del suo conflitto non riconciliato.
Di nuovo, perchè Biancotti non si chiede quali sono i motivi dell'attrazione per l'altro sesso, o i motivi di chi è attratto da entrambi?
Quello che conta è che, alla fine del percorso, viva con serenità la propria preferenza. Non ha rilevanza la preferenza in sé, come  poco ci importava che le fanciulle di Sarnough sposassero un bianco o un ispanico; ci importava piuttosto che non morissero a diciassette anni.
Allora non sono io uno dei pāsdāran del politicamente corretto, ma è Biancotti che vede parte dell'omosessualità come causata da traumi e in questo è molto distante anche dalla posizione ufficiale del nostro Ministero della Sanità che ha chiaramente specificato:

L’orientamento sessuale egodistonico, secondo l’Oms, si ha quando l’identità di genere o la preferenza sessuale (eterosessuale, omosessuale, bisessuale o prepuberale**) non è in dubbio, ma l’individuo desidererebbe che fosse diversa a causa di disordini psicologici e del comportamento associati.
cioè il rifiuto della propria omosessualità causa disordini  psicologici e del comportamento associati, esattamente il contrario di quanto affermato da Biancotti che parla di origine traumatica dell'omosessualità.

Per loro, un approfondimento del problema potrebbe condurre a provare attrazione per l’altro sesso. Sfogliate anche il più divulgativo dei testi sull’argomento e troverete conferma; guai però a dirlo in consessi di pāsdāran del politicamente corretto, che accomunano questo esercizio di buon senso al fanatismo delle sette che vogliono “curare i gay” con l’elettroshock.
E infatti di un simile pregiudizio soffre anche il post, altrimenti molto lucido, pubblicato dal blog “Elementi di critica omosessuale”, a cui vi rimandiamo nel caso vogliate approfondire i dettagli storici e d’attualità dei rapporti tra omosessualità e psichiatria, nonché le alterne vicende politiche della definizione di orientamento sessuale egodistonico.

Quindi il pregiudizio è mio, che come gli altri pasdaran del politicamente corretto accomuniamo questo esercizio di buonsenso al fanatismo delle sette che vogliono “curare i gay” con l’elettroshock.

Proprio come Biancotti che vede l'omosessualità co-generata da un trauma e, in questo caso e solo in questo caso, la si può curare...

Alla faccia del politicamente corretto!!!







*l’APA (American Psychiatric Association) già nel 1998 ha dichiarato di opporsi ad ogni trattamento psichiatrico, come le terapie riparative o di conversione, basato sull’assunto che l’omosessualità di per sé sia un disturbo mentale o basato sull’assunto aprioristico che il paziente debba modificare il proprio orientamento sessuale. 
L’APA (American Psychological Assocition) nel “ Report of the American Psychological Association Task Force on Appropriate Therapeutic Responses to Sexual Orientation") presentato il 5 agosto 2009 ha sottolineato l’importanza all’autodeterminazione del cliente, che è improbabile che l’orientamento sessuale cambi in seguito ad un intervento psicoterapeutico, che l’attrazione sessuale e affettiva e i comportamenti omosessuali sono varianti normali e positive della sessualità umana, indipendentemente da un’identità omosessuale, la necessità di evitare travisamenti sull’efficacia dei tentativi di cambiamento dell’orientamento sessuale, promuovendo o promettendo il cambiamento nell’orientamento sessuale;



** per la spiegazione di questo aggettivo rimando ad un altro mio post

lunedì 9 aprile 2012

Icd 9, icd 10 e l'omosessualità egodistonica.

Cerchiamo di fare il punto sulla situazione per quanto riguarda l'icd 9 e l'icd 10, l'articolo di Tommaso Cerno sull'Espresso dal quale è partito tutto, il comunicato di Arcigay Nazionale (Patanè), la precisazione del Ministero della Salute e le mie considerazioni a proposito, non sempre esatte (come vedremo).

Dunque, come saprete, se avete letto i due post immediatamente precedenti pubblicatati su questo blog, in Italia viene ancora adottato l'icd 9, la classificazione statistica internazionale delle malattie e dei relativi problemi di salute (International Statistical Classification of Diseases and Related Health Problems), nona revisione, che annovera, numero di classificazione 302.0, l'omosessualità ego-distonica come malattia.

Tommaso Cerno nel suo articolo su L'espresso glissa sull'aggettivo ego-distonico (=l'omosessuale che non è in sintonia col proprio ego, dunque che non si accetta) e accusa l'icd 9 (e dunque il Governo italiano che ancora lo adotta) di considerare l'omosessualità tout-court una malattia.

Mente, sapendo di mentire (secondo me), per cavalcare l'onda dell'omofobia.

Patanè nel comunicato Arcigay mente, o, se non mente, stravolge le cose, perché, pur non potendo non riconoscere il significato di ego-distonico, accomuna l'ego-distonia alla disforia di genere (disturbo dell'identità di genere) del transessualismo arrivando a dire, provocatoriamente, che secondo l'icd 9, omosessuali e transessuali potrebbero chiedere allo Stato italiano una pensione di invalidità.
Adesso mentre l'ego-distonia non è invalidante e dunque non può essere evocata come titolo per recepire una pensione, anche se nemmeno la disforia di genere può dar diritto nello stesso modo  a una pensione di invalidità, da però diritto, in Italia, grazie alla legge 164 del 1982, al cambiamento legale e chirurgico di sesso, pagato dal sistema sanitario nazionale.
Così Patanè dichiarando che E’ ora che il ministero intervenga con un doveroso aggiornamento della diagnostica dei medici. Nel caso non dovesse accadere, in massa, chiederemo invalidità e relativa pensione fa una considerazione fuorviante, perchè, sebbene le persone transessuali stiano chiedendo all'Oms la depatologizzazone della disforia di genere anche nel icd 10 la disforia di genere è contemplata ed è proprio grazie al fatto fatto che il transessualismo sia considerato ancora una malattia mentale che le persone hanno diritto a cambiare sesso sui documenti, previa intervento chirurgico di riassegnazione del sesso.
Altro che aggiornamento è Patanè che non conosce la dimensione legale italiana della disforia di genere né quella internazionale così come la si legge nell'icd 10 disturbi di identità di genere, f .64.0, al plurale perché accanto alla disforia di genere l'icd 10, a differenza dell'cd 9, riconosce anche un Dual-role transvestism che serve a catalogare (se ho ben capito) il transgenderismo, chi cioè si accontenta di vestire i panni dell'altro sesso senza arrivare alla attribuzione chirurgica del sesso*. 

http://www.arcigay.it/35426/arcigay-omosessualita-e-transessualismo-tra-le-malattie-invalidanti-ministero-adotti-icd10/

Il giorno dopo l'articolo di Cerno è arrivata una la precisazione del Ministero della Salute nella quale si legge 
L’orientamento sessuale egodistonico, secondo l’Oms, si ha quando l’identità di genere o la preferenza sessuale (eterosessuale, omosessuale, bisessuale o prepuberale) non è in dubbio, ma l’individuo desidererebbe che fosse diversa a causa di disordini psicologici e del comportamento associati.
E’ quindi del tutto evidente che non esiste alcuna classificazione come patologia di qualsivoglia orientamento sessuale: ogni affermazione in questo senso è totalmente infondata.

A me questa precisazione non convince, per alcuni errori terminologici, come riporto nel post precedente a questo nel quale dico:

1) annovera sotto la definizione di orientamento sessuale l'identità di genere, che è tutt'altra cosa, e
2) annovera tra le preferenze sessuali che sarebbe l'orientamento sessuale quella prepuberale con termine ambiguo che, dato il contesto e le parole usate nella (pessima) traduzione italiana dell'icd 9 (di cui ho già parlato) non può che fare riferimento alla pedofilia.
E questo non è vero.


Quel che ignoravo quando ho scritto questo commento è che nello scrivere la sua  precisazione, il Ministero della Salute ha usato, senza esplicitarlo, la nuova definizione di orientamento sessuale ego-distonico che nell'icd 10 ha sostituito l'omosessualità distonica.

Nell'icd 10 si legge

F66.1 Egodystonic sexual orientation
The gender identity or sexual preference (heterosexual, homosexual, bisexual, or prepubertal) is not in doubt, but the individual wishes it were different because of associated psychological and behavioural disorders, and may seek treatment in order to change it. L’orientamento sessuale egodistonico, l’identità di genere o la preferenza sessuale (eterosessuale, omosessuale, bisessuale o prepuberale) non è in dubbio, (come nel disturbo di maturazione sessuale) ma l’individuo desidererebbe che fosse diversa a causa di disordini psicologici e del comportamento associati
Che corrisponde a quando scritto nella precisazione del ministero.

Per capire come mai si parla di Preferenza sessuale (che rimane termine ambiguo visto che nello stesso icd 10, sexual preference è impiegato nella categoria disturbo della preferenza sessuale (che fa riferimento alle parafilie e non all'orientamento sessuale).  In quanto al fatto che accanto a eterosessualità, omosessualità e bisessualità, si parli  anche di (età) prepuberale, basta leggere l'f 66.0 disturbo di maturazione sessuale, subito precedente
Il paziente soffre di incertezza riguardo la sua (di lui o di lei) identità di genere o orientamento sessuale che causa ansietà o depressione. Più comunemente questo accade nell'adolescente che non è certo di essere eterosessuale  omosessuale o bisessuale nell'orientamento, o in individui che dopo un peridio di apparentemente stabile orientamento sessuale (spesso con una duratura relazione con altra persona) scoprono che il loro orientamento sessuale sta cambiando. (traduzione mia dall'inglese, fonte
Quindi da un lato l'identità di genere entrata nella definizione sparisce di colpo, dall'altro si può ben capire quel riferimento all'aggettivo prepubertal (prepuberale) nella definizione di orientamento sessuale ego-distonico. Si sat definendo l'orientamento sessuale ego-distonico comparandolo al disturbo di maturazione sessuales...

Dunque quel prepuberale non riguarda la pedofilia, come avevo erroneamente desunto io,  ma l'età dell'individuo che soffre di orientamento sessuale ego-distonico.


In ogni caso, sia Cerno che Patanè affermano il falso (ma qui posso dare loro il beneficio della buona fede) quando dicono che nell'icd 10 l'omosessualità ego-distonica non c'è più.
Anche io, tempo fa, in un altro post riportando diverse fonti, avevo affermato la stessa cosa e cioè che
nell'ICD-10 l’omosessualità non compare come categoria diagnostica. 

Non è vero, omosessualità è stata sostituita da orientamento sessuale /e ricompare come una delle tre possibilità (eterosessuale, omosessuale, bisessuale) pià la prepuberale che adesso sappiamo riferirsi all'età dell'individuo.

Da un punto di vista epistemologico è corretto indicare tutti gli orientamenti sessuali conosciuti e non solo quello omosessuale. Anche se non si è masi sentito di un etero che sia ego-distonico...

Lo Stato Italiano è senz'altro arretrato ma anche adeguandosi ai nuovi standard le cose da un punto di vista concettuale tra icd 9 e icd 10 le cose non cambiano di una virgola.

Quello che che infatti non è chiaro ai compilatori dell'icd 10 è che l'ego-distonia non nasce da motivi intrinseci (associated psychological and behavioural disorders) ma per motivi contingenti.
Lo dimostra il fatto che anche concettualmente eterosessuali ego-distonici non ce ne sono. Perchè a differenza dell'omosessualità, e della bisessualità, l'eterosessualità non è colpita da nessuno stigma sociale (se non, per assurdo, in certo sentire lgbtqi dove ci possono essere posizioni eterofobe di risposta all'omofobia di matrice patriarcale sussunta all'eterosessualità tout-court.

Insomma le mie impressioni sulla notizia usata per cavalcare l'onda dell'omofobia rimangono invariate, e purtroppo nonostante da più parti si sia scritto il contrario (come ho fatto anche io) l'egodistonia è ancora presnete sian cell'ICD che nell'OMS.

Certo i termini della questione sono ben diversi da quelli fuorvianti di Cernò, e quelli appena meno inferiori di Arcigay, che equipara come egualmente discriminate dallo Stato perchè viste come malattie cose inequiparabili come l'orientamento sessuale ego-distonico e il disturbo d'identità di genere.

Da questo punto di vista è molto più equilibrato il comunicato di Arcilesbica nazionale nel quale tra le altre cose si dice 
«La non accettazione di se stesse da parte di lesbiche e gay è frutto di un’omofobia interiorizzata che nasce in contesti culturali e sociali avversi, omofobi, discriminanti. Anche la medicina ci dice dunque che società omofobe producono cittadine e cittadini infelici, ci dice che l’omofobia produce danni reali, concreti, misurabili nella vita delle persone».

* Dual-role transvestism
The wearing of clothes of the opposite sex for part of the individual's existence in order to enjoy the temporary experience of membership of the opposite sex, but without any desire for a more permanent sex change or associated surgical reassignment, and without sexual excitement accompanying the cross-dressing.
Gender identity disorder of adolescence or adulthood, nontranssexual type
Excl.:
fetishistic transvestism (F65.1)
Da notare come in questa definizione si sottolinei the temporary experience of membership of the opposite sex come se la manata riassegnazione chirurgica del sesso renda il trasngenderismo temporaneo.

venerdì 6 aprile 2012

Dopo l'Espresso ecco il comunicato di Arcigay (nazionale) che riporta notizie false e tendenziose sull'icd 9 ancora adottato dal ministero della Salute Italiano. Precisazione nella quale si annovera tra le preferenze sessuali (cioè l'orientamento sessuale) anche la pedofilia...

Mentre il Mario Mieli pubblica sul suo sito, senza commento, una precisazione pubblicata sul sito del Ministero della salute a proposito dell'articolo di Tommaso Cerno sull'Epresso di cui ho già parlato ieri Arcigay Nazionale pubblica un commento altrettanto disinformato e inesatto non citando Cerno come sua fonte ma partendo da una lettura diretta del documento icd 9 del Ministero.

In quel documento dal titolo Arcigay: Omosessualità e transessualismo tra le malattie invalidanti: Ministero adotti ICD10 si legge, tra l'altro,
Arcigay è in grado di documentare in esclusiva
povero Cerno, nemmeno il riconoscimento della fonte,
(...) [che] l’ICD9 (...) adottato in Italia (...)  annovera l’omosessualità ego distonica e il transessualismo tra i “disturbi psichici” alla categoria “disturbi nevrotici della personalità e altri disturbi psichici non psicotici” affiancata ignobilmente alla pedofilia.

Mentre il resto del mondo civile ha adotto l’ICD10, approvato nel 1990, che non elenca l’omosessualità tra le malattie, è il caso della Francia nel 2005, della Germania, con alcune modifiche, della Svezia nel 1997 e così via, l’Italia resta avvinghiata ai suoi pregiudizi. (fonte, Arcigay Nazionale)
 Arcigay afferma il falso perchè come ho spiegato io ieri e come oggi il Ministero spiega a sua volta

il codice 302.0 dell’International Classification of Diseases 9 Clinical Modification (ICD-9-CM),  riporta la definizione di “orientamento sessuale egodistonico”.
L’orientamento sessuale egodistonico, secondo l’Oms, si ha quando l’identità di genere o la preferenza sessuale (eterosessuale, omosessuale, bisessuale o prepuberale) non è in dubbio, ma l’individuo desidererebbe che fosse diversa a causa di disordini psicologici e del comportamento associati.
E’ quindi del tutto evidente che non esiste alcuna classificazione come patologia di qualsivoglia orientamento sessuale: ogni affermazione in questo senso è totalmente infondata. (fonte Ministero della Salute)
I neretti sono miei. Sul termine in rosso tonerò tra poco.
Subito dopo viene riportata una dichiarazione di Patanè, presidente Arcigay nella quale si dice


ecco la dichiarazione di Patanè.

“Francamente che un omosessuale o un transessuale possa chiedere un certificato di invalidità – spiega Paolo Patanè, presidente di Arcigay – è l’ultimo tra i problemi che vivono le persone lgbt in Italia, prive di qualsiasi diritto e tutela da omofobia e discriminazione. La mancanza di aggiornamento scientifico è comunque la sintesi perfetta dello stallo nel quale si trova il nostro Paese. E’ ora che il ministero intervenga con un doveroso aggiornamento della diagnostica dei medici. Nel caso non dovesse accadere, in massa, chiederemo invalidità e relativa pensione”.

“L’aggiornamento”, continua Patanè, “evidentemente non è abbastanza. Chiediamo al Governo di riallinearsi agli altri paesi dell’Unione in cui l’unico tema reale è il concreto riconoscimento della parità dei diritti delle coppie dello stesso sesso e la tutela e prevenzione da omofobia e transfobia”.
(fonte, Arcigay Nazionale)
Patanè mente sapendo di mentire.


Non so infatti se Patanè fa migliore figura a ignorare davvero il significato di omosessualità ego-distonica, il che lo renderebbe non all'altezza della carica che ricopre, oppure se la ignora artatamente  per fare una inutile polemica il cui scopo, non ne vedo altri, è la visibilità politica personale e dell'associazione di cui è presidente, così che gli e le omosessuali che Arcigay con questo comunicato distorto e infondato tiene nell'ignoranza possano pensare che c'è qualcuno che lotta per loro.

COSI' NON E'.

Diversa la questione del transessualismo.

Il transessualismo infatti è ancora oggi, nell'icd 10 considerato un disturbo dell'identità di genere, solo così infatti, 30 anni fa (la legge italiana sul cambiamento di sesso è del 1982)  si poteva garantire l'assistenza pubblica (tramite un percorso monitorato psichiatricamente) e il diritto al cambio i sesso 8che per essere sancito richiedeva la riattribuzione chirurgica di sesso.

Non è colpa della legge ma la riproposizione da parte del legislatore di quanto le persone transessuali andavano allora dicendo. Oggi invece ampliando il disturbo di identità di genere nella categoria più ampia e sfumata del transgenderismo le stesse persone transessuali chiedono la depatologizzazione del transessualismo, chiedendo, in soldoni, il diritto alla riassegnazione legale di sesso (cioè sui documenti) senza quella chirurgica (da molti vista con eccentrico punto di vista come una vera e propria castrazione).

Una questione interessante da un punto di vista politico e epistemologico che Patanè dimostra di non comprendere d'altronde se Patanè non sa distinguere il termine ego- distonico che riguarda l'omosessualità, lui che è presidente di una associazione che si chiama Aricgay perché dovrebbe intendersi di cose distanti dall'omosessualità come il transgenderismo?

Come cittadino italiano e come omosessuale chiedo una immediata rettifica da Patanè e dall'Arcigay che con questo documento dimostrano una incompetenza che sfiora il ridicolo, imcompetenza e una totale assenza di onestà intellettuale.
Per agire a favore della lotta per i diritti non riconosciuti alle persone omosessuali italiane c'è bisogno i ben altre rivendicazioni e strategie.

E torniamo alla precisazione del ministero dove si si legge che
L’orientamento sessuale egodistonico, secondo l’Oms, si ha quando l’identità di genere o la preferenza sessuale (eterosessuale, omosessuale, bisessuale o prepuberale)
commettendo due errori uno più grave dell'altro.

1) annovera sotto la definizione di orientamento sessuale l'identità di genere, che è tutt'altra cosa, e
2) annovera tra le preferenze sessuali che sarebbe l'orientamento sessuale quella prepuberale con termine ambiguo che, dato il contesto e le parole usate nella (pessima) traduzione italiana dell'icd 9 (di cui ho già parlato) non può che fare riferimento alla pedofilia.

Dunque si annovera tra le possibilità dell'orientamento sessuale (che sono tre, omosessuale, eterosessuale e bisessuale) anche la pedofilia, che non è annoverata nello stesso paragrafo dell'icd 9 dove si parla di omosessualità ego-distonica.

Insomma o il sottoscritto è un genio che nota dettagli agli altri invisibili (e non credo proprio) oppure sono tutti così accecati ma anche storditi dalla retorica della lamentazione per partito preso che non ci si accorge nemmeno di quello che si riporta...

FINIAMOLA DI GRIDARE ALLA PEDOFILIA E STIAMO ATTENTI A CRITICARE GLI SCIVOLONI DEL MINISTERO.
NON QUELLO DELL'ICD 9 MA DELLA PRECISAZIONE CHE EQUIPARA OMOSESSUALITÀ A PEDOFILIA.



giovedì 5 aprile 2012

Quando nemmeno la persone omosessuali (lesbiche o gay) sanno cosa significa ego-distonico: sull'elenco ufficiale delle patologie e dei traumi del Ministero della Salute e l'articolo su L'espresso di Tommaso Cerno.

Leggo su faccialibro di un articolo dell'Espresso di Tommaso Cerno nel quale si denuncia come
Secondo i moduli del dicastero della salute il "lesbismo" è una vera e propria malattia.
Non capisco perchè lesbismo vine messo tra virgolette, ma soprassediamo.
Nell'articolo si spiega che 
 (...) Lo mette nero su bianco il modulo "Icd9-cm", vale a dire l'elenco ufficiale delle patologie e dei traumi varato per decreto dal ministero della Salute.
A pagina 514, capitolo 302, paragrafo "0", è inserito il "lesbismo ego-distonico", classificato dunque a tutti gli effetti come malattia (...)
Di nuovo le virgolette...

L'articolo continua, dopo varie considerazioni sugli effetti di questa classificazione, spiegando che
Mentre l'Oms (l'Organizzazione mondiale della sanità) ha cancellato l'omosessualità dall'elenco delle malattie il 17 maggio del 1993, in Italia sopravvive in un documento ufficiale quel riferimento alle donne omosex. Eppure la lista è stata aggiornata nel 2007 dall'allora ministro del Pd Livia Turco e poi ratificata, senza correzioni, dal ministro del Pdl Ferruccio Fazio nel 2009. Ma non è bastato. (...)
La ragione? "Quell'elenco è la traduzione di un documento dell'Agenzia federale americana. Un elenco, in effetti, già decaduto e sostituito da anni a livello internazionale dal modello successivo, appunto "Icd10", dove il riferimento al lesbismo non c'è più". Peccato che l'Italia non si sia ancora adeguata al nuovo testo, "perché la procedura è complessa", aggiungono nell'entourage del ministro.
Beh assurdo no? A dir poco...

Purtroppo la notizia data da Tommaso Cerno non è precisa, è tendenziosa e cavalca l'onda, la moda, di gridare all'omofobia perchè nel dare le informazioni omette di specificare un fatto fondamentale, del quale non sembrano accorgersi, né dare peso, nemmeno i e le militanti lgbt che su faccialibro, dove ho appreso la notizia, piangono e gridano All'omofobia! All'omofobia! come Al lupo! Al lupo! nella famosa fiaba...

Partiamo dalla pagina dell'elenco ufficiale delle patologie e dei traumi varato per decreto dal ministero della Salute che, per vostra comodità, riporto qui alla pagina giusta (il link rimanda all'intero documento, dovreste andare a pagina 514, capitolo 302, paragrafo "0".)


 La foto l'ho presa da faccialibro.

Nel documento del ministero della salute si parla di Omosessualità ego-distonica con una specificazione mal tradotta di disturbo di conflitto omosessuale.

Infatti il testo originale inglese recita

302.0 Ego-dystonic sexual orientation
Ego-dystonic lesbianism
Sexual orientation conflict disorder
Excludes:
homosexual pedophilia (302.2)


Sexual orientation conflict disorder (il neretto è mio) non si può tradurre con disturbo di conflitto omosessuale che non significa nulla (che cos'è il conflitto omosessuale? ) ma con disordine di conflitto sull'orientamento sessuale.


Che vuol dire?

Nel 1973 la APA l'American Psychiatric Association prendendo atto della mancanza di prove scientifiche che giustificassero la catalogazione dell'omosessualità come patologia psichiatrica, introdusse una distinzione

tra omosessualità ego-sintonica,

ossia la condizione della persona omosessuale che accetta il proprio orientamento sessuale e lo vive con serenità

e omosessualità ego-distonica,
ossia il caso della persona omosessuale che non si accetta come tale.

Nel 1987 anche l'omosessualità ego-distonica venne cancellata dalle malattie mentali.

Quindi la pessima traduzione italiana dell'"Icd9-cm" annovera ancora tra le malattie il disturbo psicologico delle persone omosessuali che non si accettano in quanto tali.

La malattia non è l'orientamento sessuale di per sé ma il fatto che chi si scopre omosessuale non accetta la propria condizione.
Ben diversamente dall'articolo di Tommaso Cerno nel quale si glissa sull'aggettivo ego-distonico  e si annovera l'omosessualità  come malattia tout-court:
Per lo Stato le lesbiche sono "malate". (...)

Lo mette nero su bianco il modulo "Icd9-cm", (... )il "lesbismo egodistonico" (...) classificato dunque a tutti gli effetti come malattia

Nel frattempo le lesbiche si dovranno tenere la loro malattia di Stato.
Cerno riporta l'aggettivo ma non lo spiega cancellando il distinguo.
E non a caso quando dice che nel 1993 l'Oms (l'Organizzazione mondiale della sanità) ha cancellato l'omosessualità dall'elenco delle malattie il 17 maggio del 1993, si vede bene dallo specificare che in quella data venne derubricata l'omosessualità ego-distonica visto che quella ego-sintonica era già stata derubricata dalle malattie mentali nel 1974.

Le decisoni dell'APA furono recepite nel DSM (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) nel 1974 nel DSM III per quanto riguarda l'eliminzione dell'omosessualità ego-sintonica,  mentre per la derubricazione anche dell'omosessualità ego-distonica dai disturbi della personalità bisogna aspettare il  DSM IV che uscì il 1º gennaio 1994 (sebbene L'APA la avesse già derubricata nel 1987). Per saperne di più rimando a un altro mio post


ICD, acronimo di The International Classification of Diseases, 9th Revisione,

è
un sistema di classificazione nel quale le malattie e i traumatismi sono ordinati per finalità statistiche in gruppi tra loro correlati. (fonte www.softwaremedico.it)

Quindi è una classificazione usata per fini statistici che  
verrà utilizzata per la codifica delle informazioni contenute nella scheda di dimissione ospedaliera (SDO). (fonte www.softwaremedico.it).
Questo non toglie nulla alla gravità del fatto che l'Italia usi ancora l"Icd9-cm" 
nel quale l'omosessualità distonica è annoverata come malattia mentale, ma è proprio grazie all'Icd9-cm che  Cristian Friscina non fece il servizio di leva. Non perchè, in quanto gay, era malato, ma perchè in quanto gay ego-distonico non se la sentiva di affrontare lo stress psicologico del servizio di leva visto che era già provato da quello causatogli dall'ego-distonia con cui viveva il proprio orientamento sessuale.
Friscina fece notizia all'incirca un anno fa perchè, in seguito alla sua esenzione dal servizio di leva  la motorizzazione di BAri non gli rinnovò la patente, con un atto arbitrario (che infatti il TAR intimò di modificare). All'epoca però tutti scrissero che a Friscina era stato negato il rinnovo della patente perchè gay. Nessuno accenno al fatto dell'ego-distonia...
 
L'Italia comunque non è il solo paese dove l'Icd9-cm è ancora usato nonostante esista la revisione 10 dove nemmeno l'omosessualità ego-distonica è più tra le voci delle malattie mentali.

E' ancora usato per esempio dal National Center for Health Statistics (NCHS).
degli Stati uniti. Anzi è proprio per questa permanenza dell'omosessualità ego-distonica nei manuali statistici (anche se non più in quelli diagnostici) che ci sono psichiatri che ancora propongono (propalano?) le teorie riparative di Jospeh Nicolosi e affini, quelli che ti dicono che se sei gay ego-distonico ti puoi curare.
Ora mentre per la comunità scientifica internazionale un omosessuale ego-distonico va aiutato ad accettare il propri orientamento sessuale (la cui ego-distonia è indotta da cause esterne, dalla paura dello stigma sociale, etc.) per gli psichiatri (cialtroni e fuori dal consorzio civile) ripartivi la cura è ricondurre gli omosessuali ego-distonici all'eterosessualità. Luca era gay e adesso sta con lei, ricordate?

Ma Tommaso Cerno tutto questo lo ignora, o fa finta di ignorarlo, e non ce ne informa, perchè nel suo articolo vuole cavalcare l'onda dell'omofobia.
Infatti scrive:
(...) fra traduzioni datate e vuoti legislativi, l'omofobia in Italia cresce. E nel 2011 segna un picco record. L'Unar, l'ufficio nazionale contro le discriminazioni razziali della presidenza del Consiglio, nella relazione di pochi giorni fa al Parlamento per la prima volta ha analizzato gli atti di violenza contro gay, lesbiche e trans. Con un primo dato allarmante. Fra le matrici della discriminazione l'orientamento sessuale sale al secondo posto dopo i motivi razziali con il 25 per cento dei casi. Un dato confermato dal Viminale, che dal 2010 ha attivato l'Oscad, l'Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori guidato dal vicecapo della polizia

I neretti sono miei.
Il resto dell'articolo riassume tutti gli esempi di omofobia (così spinta ed esagerata) che sono occorsi nello scorso anno e sui quali, appena posso, tornerò.
 

Questo continuo gridare all'omofobia! è deleterio per il movimento perchè usando l'argomento dell'omofobia in maniera pretestuosa e mettendo tutto sullo stesso paino di omofobia dà meno credibilità a una protesta che va fatta per diversi gradi e che invece di gridare all'omofobia deve sempre ricordare i diritti mancati non le sopravvivenze di una catalogazione vecchia di 20 anni...

Una protesta che, a quanto pare, sta abdicando il vaglio critico alla retorica dell'allarmismo ad ogni costo...


(rivisto il 6 aprile 2012)

mercoledì 4 aprile 2012

Quando l'allarmismo scade nella retorica e non fa informazione: sull'aggressione omofobica a Villa Pamphili: la retorica di Repubblica e di Gay.it


La fonte è Repubblica, non sono riuscito a trovare fonti da altri quotidiani (compreso Messaggero), se qualcuno ne è a conoscenza me le segnali cortesemente.

Cosa sia realmente successo è difficile da sapere capire, quel che sappiamo è tramite le parole di un testimone, come riportato dall'articolo:
"Quei ragazzi stavano molestando e picchiando una coppia di giovani gay che si erano scambiati qualche effusione nei pressi del laghetto"  questo il racconto di S. S., 62 anni, pensionato  erano circa le 15,30 del 26. "Sono intervenuto assieme a sette o otto persone, minacciando di fotografarli e denunciarli alla polizia e loro se ne sono andati. Non ci ho più pensato ma dopo circa un'ora sono tornati. Erano una decina. Gli altri sono scappati ma io sono stato più lento: mi hanno raggiunto e picchiato a sangue". L'uomo è stato soccorso da un'ambulanza e trasportato al San Camillo: 20 giorni di prognosi per la frattura del polso e quaranta punti di sutura alla testa. Nella denuncia al commissariato di Monteverde, però, non si parla della matrice omofaba del pestaggio. E' stata la vittima stessa a spiegarne il motivo parlando con alcuni conoscenti. "Dopo la prima aggressione abbiamo consigliato alle vittime di sporgere denuncia  ha raccontato  ma loro si sono rifiutati, dicendo che avevano paura. Uno era un extracomunitario senza documenti, l'altro un italiano che ci ha detto di essere un precario e di temere conseguenze sul lavoro. Non potevamo forzarli e abbiamo rispettato la loro volontà"
Noto sempre con fastidio l'uso pleonastico dell'aggettivo gay riferito ai due ragazzi. Se i due ragazzi si scambiano effusioni a che serve a specificare che sono gay? Forse che le effusioni tra due ragazzi etero sono meno malviste delle effusioni tra due ragazzi gay?

Ah si è specificato ragazzi gay per non cadere nell'equivoco si trattasse di un ragazzo e una ragazza (dato il sessismo della lingua italiano che può far indicare un ragazzo e una ragazza come due ragazzi )perchè non dire allora due ragazzi dello stesso sesso (visto che, dopotutto, omosessuale vuol dire quello...) invece di specificare che sono gay cioè l'orientamento sessuale?

Cioè perchè usare gay come sostantivo, differenziando qualitativamente quei due ragazzi dai ragazzi etero come se non fossero uguali?


Purtroppo da questo punto di vista l'articolo di gay.it dal quale ho appreso la notizia non è migliore di quello di Repubblica, tutt'altro. Nell'articolo senza firma i legge:

L'uomo ha raccontato di aver visto una gruppo di ragazzi tra i 16 e i 18
anni mentre molestavano e picchiavano con mazze di legno e spranghe di
ferro due gay la cui sola colpa era quella di essersi scambiati qualche
effusione sulle rive del laghetto del parco. 
Anche qui i neretti sono miei.
Non due ragazzi, non due esseri umani, ma due gay. Razza a parte. D'altronde da un sito che si chiama gay.it solo di quello si parlerà...


Alla faccia del diritto all'indifferenza dell'ILGA portoghese...

Torniamo all'articolo di Repubblica.

Il tono e lo scopo dell'articolo di Masimo Lugli non sono informativi ma allarmistici.
Si parla dell'aggressione e non si danno dettagli sulle ferite riportate ai due ragazzi, che non si capisce se oltre a non sporgere denuncia non sono voluti andare all'ospedale per gli stessi motivi. L'articolo non si pone il problema.
Se ne deduce che le ferite inferte ai ragazzi non erano così gravi.
Nonostante gli aggressori brandissero mazze di ferro o da baseball evidentemente non le hanno usate nemmeno con l'uomo di 62 anni, perchè una mazzata da baseball in testa può anche uccidere.


Mi chiedo come mai il giornalista, magari chiedendo lumi alla polizia o a qualche associazione lgbt, non abbia informato i suoi lettori su come è meglio comportarsi se si trovano in un caso del genere, siano i lettori (le lettrici) i due ragazzi aggrediti o i soccorritori aggrediti a loro volta.


Ammesso e non concesso che le cose siano davvero andate come dice l'articolo, e cioè che i due ragazzi aggrediti non hanno voluto sporgere denuncia temendo ripercussioni sulla propria vita privata, perchè il giornalista non esorta le vittime a sporgere la denuncia in ogni caso?

Nel caso di un cittadino che è testimone di un reato c'è l'obbligo legale di denunciarlo.

Se io vedo uno che ruba e non lo denuncio per la legge, giustamente, sono suo complice.

Nel caso in cui io venga aggredito anche se non c'è un obbligo legale  ce n'è uno morale.


Se io vengo aggredito e non denuncio gli aggressori oltre a lasciare a piede libero dei delinquenti lascio senza reazione la loro azione (poco importa se la mia denuncia li farà arrestare o meno, può anche essere una denuncia contro ignoti).


Invece il giornalista non commenta questa mancata denuncia come se riconosca l'ineluttabilità per le persone omosessuali di non poter denunciare le aggressioni subite in quanto omosessuali che non permette loro di far valere i diritti di cittadini (e non di cittadini omosessuali) per via dello stigma.
Attenzione non perchè lo stigma è una fonte di discriminazione ma semplicemente perchè, in fondo, nella nostra società l'omosessualità è una cosa privata da tenere nascosta, altrimenti ti danneggia.

Adesso, che il ragazzo cittadino straniero non possa andare alla polizia perchè senza documenti è comprensibile, la mancanza di documenti però non ha nulla che fare con la propria omosessualità.

Anche fosse stato aggredito perchè straniero e non perchè gay sarebbe valsa la stessa impasse, l'impasse da cittadino straniero senza documenti.

Non era allora forse il caso di chiarire, evidenziare, spiegare?

Il giornalismo non dovrebbe servire a questo, a informare?


Nel caso del cittadino italiano col lavoro precario, francamente mi sembra insostenibile che il giornalista non sottolinei la sua pavidità. O l'effetto che su di lui lo stigma dell'omosessualità ha tanto da farlo indurre a nascondere il proprio orientamento sessuale perchè teme di perdere il lavoro.

Una lancia spezzata in suo favore no?

Un'esortazione a fare la denuncia in ogni caso no?


Invece il giornalista dà per scontato che non ci sia soluzione e che sia normale che i due aggrediti non denunciano altrimenti si scopre che sono gay.


Il silenzio del giornalista sull'errore nella loro decisione di non sporgere denuncia avvalla tutta una serie di considerazioni facendo scattare anche nella mente dei lettori una serie di considerazioni implicite, che proprio perchè non dette sono date per scontate.

Cioè che per le persone omosessuali il proprio orientamento sessuale è un tallone d'Achille che si può ripercuotere sempre contro se stesse ma non già per una mancanza di tutela, ma proprio a causa della propria condizione.


Che se i due ragazzi non si fossero scambiati effusioni in un posto pubblico tutto ciò non sarebbe successo...


Che se il mondo è un luogo pericoloso chi te lo fa fare di fare l'eroe? Tanto poi nemmeno puoi denunciarli altrimenti perdi il posto di lavoro...


Ogni notizia ha sempre un effetto simbolico.
In questo caso poteva essere fonte di informazione su come comportarsi in casi di aggressione (omofobica) invece serve solo a dimostrare che Roma è una città violenta e omofoba.


Infatti la notizia di questa aggressione viene messa in relazione a un'altra aggressione, fatta, a quanto riporta l'articolo, dallo stesso gruppo di ragazzi,  definita senza mezzi termini gang di teppisti.


L'aggressione viene collegata a quella di due giorni prima  i danni di un 47enne  non gay... Però l'articolo di Repubblica insinua che anche l'episodio di due giorni prima, sabato 24 marzo, infatti, potrebbe nascondere un movente dello stesso tipo.


La vittima, stavolta, è un uomo di 47 anni che ha sporto denuncia ai carabinieri.  "Stavo passeggiando nel parco, da solo, intorno alle 18"  ha raccontato  "quando sono stato avvicinato da cinque o sei ragazzi che brandivano minacciosamente dei bastoni. Mi hanno ordinato di consegnare tutto quello che avevo e ho obbedito: mi hanno portato via il portafogli e se ne sono andati".
L'uomo non è stato picchiato ma la stessa disavventura potrebbe essere capitata ad altri frequentatori del parco dove, al crepuscolo, gli incontri gay avvengono nelle zone più isolate come la boscaglia che circonda il laghetto delle tartarughe. Per polizia e carabinieri è iniziata una corsa contro il tempo, prima del prossimo pestaggio. 
I neretti sono miei.
Siamo all'illazione pura. 'uomo non è stato picchiato ma la stessa disavventura potrebbe essere capitata ad altri frequentatori del parco.


Ed ecco il vero scopo dell'articolo.

La corsa contro il tempo, i parchi di Roma come il Far West. Le forze dell'ordine che arrivano sempre a fatti avvenuti.

E i gay, questa razza a parte che, al crepuscolo (!!!) si dedicano ad incontri gay  (come al solito non si capisce se l'aggettivo specifichi la tipologia delle persone che fanno quegli incontri o la tipologia degli incontri stessi...) nelle zone più isolate come la boscaglia che circonda il laghetto delle tartarughe.


Qualche considerazione generale dovrebbe far capire il ridicolo di queste affermazioni.


Il crepuscolo è  la luminosità del cielo che permane per un certo tempo dopo il tramonto del sole; periodo serale caratterizzato da tale fenomeno (fonte Sabatini Coletti online.
In realtà in astronomia si distingue tra crepuscolo mattutino e crepuscolo serale. Comunque.
Il crepuscolo serale è dopo il tramonto.
Peccato che Villa Pamphili chiuda al tramonto. Anche perchè essendo sprovvista di illuminazione non rimane certo aperta quando fa buio.


E' chiaro l'intento del giornalista di descrivere gli incontri gay come qualcosa di sordido che avviene di notte quando le persone per bene vanno a casa  mentre i gay facilitati dal buio escono.


Ora non che Villa Pamphili non sia come molti altri posti un luogo di rimorchio gay, ma non certo al crepuscolo!
E nemmeno necessariamente vicino al laghetto (zona fin troppo popolata)  Per esempio secondo il sito crusingays.com il punto di ritrovo è adiacente all'ingresso di Via di Donna Olimpia.


Insomma gay rimorchioni sì ma non necessariamente sordidi.

In ogni caso né la coppia di ragazzi aggrediti perchè si scambiavano effusioni né l'uomo cui è stato sottratto il portafogli sono stati sorpresi dietro le fratte, cioè colti in ...flagranza di incontro gay. 
Quindi quelle del giornalista sono solo illazioni che servono a nascondere la vera notizia che non riguarda le aggressioni ai gay che si rimorchiano al buio dei parchi (cosa che sarebbe comunque lo stesso grave) ma due aggressioni alla luce del sole, e in mezzo alla gente solo una delle quali imputabile al movente omofobico.

Almeno che, la gang di teppisti per il solito fatto di vedere camminare nel parco dove i gay sono dediti ai loro incontri  chiunque sia, giovane o meno, padre di famiglia o meno, cattolico omofobo o comunista libertino, non veda in loro dei sospetti gay...
La gang di teppisti o Massimo Lugli.

Il suo articolo invece di informare sfrutta l'emergenza omofobia per raccontare di gay sfigati o dediti ai sordidi incontri.
E meno male che gli omofobi erano i ragazzi con le mazze di ferro...


Inutile dire che nemmeno l'articolo di gay.it pensa di dare consigli ai gay e ai loro soccorritori.
Si limita a riportare le dichiarazioni di Paola Concia che, da qualche tempo a questa parte, non fa che ripetere come un inutile mantra, che in Italia c'è l'omofobia e che si ha bisogno di anticorpi a partire da una legge contro l'omofobia. .


La legge è necessaria questo è indubbio.
Ma gli anticorpi non possono venire da una legge, ma solamente dalla sensibilizzazione dei cittadini sull'argomento. E non si sensibilizzano i cittadino con una legge. MA CON LA CORRETTA INFORMAZIONE.
Solo se chi scrive e riporta questi fatti, non pensa solamente alla parte distruttiva, alla denuncia contro la violenza, cui ci si assuefa presto, ma cerca di farne una occasione  di conoscenza, di resistenza civile, magari dando informazioni su come tutelarsi contro lo stigma e denunciare i propri aggressori senza rischiare di perdere il lavoro o venire rimpatriati.

Un po' come quando, nel riportare la notizia di un neonato abbandonato nei cassonetti, i giornalisti 7 volte su 1'0 non ricordano che la legge italiana permette la donna, qualsiasi donna, anche le cittadine straniere clandestine, di partorire e non tenere il bambino.

Perchè a chi scrive l'articolo non interessa informare il lettore ma vendere la notizia.

Gli anticorpi che auspica giustamente Anna Paola Concia mancano totalmente se anche un sito che si chiama gay.it non pensa minimamente a proporsi come servizio informativo  ma a vendere una notizia cavalcando l'onda della violenza omofobica contro la quale, sembra, solo la panacea di una legge contro l'omofobia può intervenire.

Allineati sulla stessa prospettiva allarmistica Repubblica e Gay.it cancellano la differenza tra denuncia e militanza, tra cittadinanza attiva e puro vittimismo.

Col beneplacito della comunità lgbt che non vaglia criticamente queste fonti di informazione e propaga una percezione comune omocentrica e allarmista.